L’attesa è agli sgoccioli, sta per iniziare Filmmaker Festival, la molto amata e molto seguita manifestazione milanese – diretta da Luca Mosso – per conoscere il miglior cinema documentario e di ricerca proveniente da tutto il mondo e fuori dai circuiti commerciali. Ricco come sempre il cartellone con 9 giorni di proiezioni, 90 titoli, 38 prime mondiali e 14 italiane, un lungo elenco di ospiti e 7 sezioni: Concorso Internazionale, Concorso Prospettive, Fuori Concorso, Retrospettiva VALIE EXPORT, Filmmaker Moderns, Interferenze, Filmmaker Expanded. Il Concorso Internazionale propone tredici titoli che toccano temi della contemporaneità quali le guerre in corso, i femminismi e le questioni di genere, l’ecologia e i fenomeni migratori, la ricerca di una società più inclusiva; al centro di The Vanishing Point della regista e artista iraniana Bani Khoshnoudi c’è il corpo delle donne come campo di battaglia dalla rivoluzione khomeinista del 1979 fino ad oggi, mentre le questioni di genere sono al centro di Mater Insula di Fatima Bianchi, uno dei due titoli italiani della sezione presentato in prima mondiale in cui la regista esplora l’esperienza della maternità. Il Concorso Prospettive – riservato alle giovani registe e ai giovani registi italiani fino ai 35 anni – si pone come un laboratorio dove esplorare le tendenze del futuro, venti i titoli in prima mondiale o nazionale tra cui Imaging di Chiara Ferretti – che sceglie come terreno di indagine la moda, luogo dell’apparenza -, Manual of Self-Destruction di Elisa Baccolo (fra solitudine e AI), Proprio Qui di Gaetano di Gaetano, GRWM di Alice Pettorazzi e Corpi estranei di Maria Begossi. La sezione Fuori Concorso offre cinque sguardi differenti sulla cronaca, l’analisi, la letteratura e le immagini, tra i titoli proposti troviamo – presentato in prima mondiale – Il damo di Luca Ferri, un nuovo capitolo nella ricerca del regista di visioni e forme strabiche. È dedicata poi all’artista femminista austriaca Valie Export – una fra le prime a mettere in discussione lo sguardo maschile e il patriarcato – la retrospettiva BODY DOCUMENTS. Il focus, curato da Tommaso Isabella e realizzato con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura a Milano esplora l’opera di una figura dell’arte contemporanea. Quanto sopra è solamente un assaggio di un programma che come avrete capito è pieno di proposte interessanti, chiudiamo questa breve e pertanto incompleta presentazione segnalandovi il film di apertura e quello di chiusura: si comincia sabato 15 novembre alle 21.30 all’Arcobaleno Film Center (viale Tunisia 11) con Ghost Elephants di Werner Herzog, un’opera dove il regista tedesco continua ad esplorare i rapporti fra l’uomo e la natura attraverso il suo protagonista, Steve Boyes, un biologo sudafricano ossessionato dal catturare le immagini degli “elefanti fantasma”, creature misteriose che abitano gli altopiani dell’Angola e della Namibia che forse nessuno ha mai visto e che lo stesso Herzog spera di non trovare mai; il titolo scelto per la chiusura della rassegna (domenica 23 novembre sempre all’Arcobaleno Film Center, dopo la cerimonia di premiazione dei vincitori) è Gioia mia dell’esordiente Margherita Spampinato, una storia dolcissima che rende omaggio al mondo delle nonne. Per scoprire il programma nei minimi dettagli, per conoscere le altre sezioni di Filmmaker Festival sulle quali non ci siamo soffermati, per i luoghi (le proiezioni oltreché nella sala di viale Tunisia 11 avranno luogo presso Cineteca Milano Arlecchino, Cineteca Milano MIC e Careof), i biglietti e altre informazioni utili: https://www.filmmakers.com.