Archivio dell'autore: Letizia Rittatore Vonwiller

Informazioni su Letizia Rittatore Vonwiller

Letizia Rittatore Vonwiller ha scritto e scrive per varie testate del gruppo Rizzoli (Io Donna, Casamica, Amica), occupandosi di attualità, arte, libri e bellezza. L'opportunità di lavorare per la bellezza le ha fatto scoprire un mondo affascinante. È convinta, come Dostoevskij, che "la bellezza salverà il mondo".

Evento per premio “Miglioriamo Milano” non aperto al pubblico

Purtroppo la premiazione “Miglioriamo Milano” non è aperta al pubblico causa emergenza Covid. Ma sarà comunque consegnato il premio Volontario milanese dell’anno “per aver portato a compimento, con la Casa sollievo bimbi di Vidas, il sogno di Giovanna Cavazzoni” a Ferruccio de Bortoli da Quartieri Tranquilli e Fondazione Cariplo alla Cariplo di via Romagnosi 8, martedì 20 ottobre alle ore 18.

“Il mio quartiere”: Lorenteggio-Giambellino, di Marc Sadler, designer

02_ps_marcsadler_ritrattoMarc Sadler, designer delle materie plastiche, pluripremiato con il Compasso d’Oro e che ha lavorato per Flos, Foscarini, Dainese.
Intervista a cura di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Qual è il suo quartiere?
Vivo e lavoro nel quartiere Giambellino-Lorenteggio.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
E’ un quartiere dalle molteplici identità che forse più di altri ha subito negli anni una evoluzione radicale accompagnata da una profonda spaccatura sociale. Dopo la guerra era una zona con una forte concentrazione di fabbriche che avevano sostituito campi e cascine, con le fabbriche sono poi nate vaste aree abitative destinate agli immigrati dal sud Italia. Oggi quelle case sono abitate quasi esclusivamente da immigrati extracomunitari. Ma il quartiere è socialmente variegato: oltre a una forte presenza della comunità ebraica che abita in edifici signorili, ci sono gli abitanti delle ex aree industriali recuperate per farne loft ad uso residenziale o show room.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Io sono tra i primi arrivati dell’ultima ondata immigratoria (nel 1997 ho acquistato uno spazio all’interno dei uno dei primi lotti recuperati da una vecchia fabbrica di contatori del gas), ed essendo straniero forse non percepisco in pieno il sentire delle persone che vivono qui da sempre. So che quarant’anni fa il quartiere era popolare e molto solidale, ho l’impressione che oggi sia più difficile riconoscersi in questo luogo multietnico: fa fatica il proletario italiano in lotta con gli immigrati per le case popolari, così come la signora piccolo borghese che rimpiange la Milano che fu, e anche gli stilisti e i professionisti dell’ultima ora che provengono da esperienze diverse e non hanno qui un vissuto.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Nessun aneddoto specifico, ma mi piace moltissimo un evento, Gran Fondo di nuoto, che si svolge ogni anno quando una serie di coraggiosi volontari gareggiano a nuoto nelle acque del Naviglio Grande. E’ un momento più ludico che sportivo, che termina a tarallucci e vino, davvero divertente.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Moltissimo, come dicevo non ho esperienza diretta ma mi sono documentato. C’è anche un apposito sito con interviste agli abitanti storici del quartiere che ne riportano storie e fotografie impensabili.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi) Ho la fortuna di avere “casa e bottega” a pochi passi ma quando deve spostarmi con i mezzi (che nello specifico si tratta essenzialmente del tram 14) è bene accendere preventivamente un cero a qualche santo perché non arriva mai. Adesso siamo in pieno caos per la costruzione della metro blu e non si vede l’ora venga l’alba del giorno in cui ne beneficeremo. Per quanto riguarda i negozi trovo che in certe zone ci sia un’esagerata concentrazione di locali à-la-mode destinati alla movida (via Savona, porta Genova) a scapito di un’oggettiva mancanza di negozi dove poter fare la spesa evitando il super.

Quali sono le cose belle?
Le molte associazioni operanti sul territorio sono una grande risorsa per la rinascita di un quartiere difficile ma tutt’altro che morto. E poi penso al progetto G124 di Renzo Piano che con i giovani architetti del gruppo ha realizzato un progetto di rammendo (così lo definiscono, e trovo questa parola molto bella oltre che del tutto appropriata) per “riparare, mantenere e abitare in periferia“, non concepito dall’alto ma, al contrario, dando voce alle indicazioni degli abitanti e delle associazioni che sono appunto molto presenti.

C’è un mercato e lei ci va?
C’è un mercato comunale che risale agli Anni 50 e che è stato recentemente ristrutturato per diventare nuovo centro di vita e di aggregazione nel quartiere: oltre ai negozi per la fare la spesa e le aree di degustazione, vengono organizzati eventi che ne fanno un piccolo laboratorio culturale. Io però non lo frequento molto perché troviamo più comodo il mercato rionale di via Vespri Siciliani che ha dei banchi di frutta e verdura estremamente forniti e raffinati.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Ho l’impressione di sì, e speriamo che il nuovo sindaco mantenga le promesse della campagna elettorale. Colgo però l’occasione per denunciare una situazione vergognosa che vivo ogni giorno passando nei pressi della ricicleria di via San Cristoforo. Vi staziona davanti, in maniera pressoché stabile, un nutrito numero di rom molto convincenti a farsi consegnare i rifiuti dalle persone dirette alla ricicleria. Sono cose destinate al macero che gli zingari abbandonano nella quasi totalità in malo modo lì nei pressi. Capisco che la responsabilità è anche delle persone che accettano di consegnare loro le cose per evitare qualche minuto di coda, ma a fine giornata lo spettacolo è indecente, senza contare il fatto che gli operatori Amsa sono costretti ad un doppio lavoro. Questi rom sono anche responsabili della gestione mafiosa del parcheggio delle auto lungo la via San Cristoforo: miei collaboratori di studio mi riferiscono che se non si paga l’obolo a fine giornata la macchina è sicuramente strisciata. La situazione è sotto gli occhi di tutti e non capisco come non sia possibile trovare una soluzione a questa situazione indegna.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
La ricetta è semplice: se un posto è sporco, brutto e non c’è nulla da fare, la gente se ne va o se resta rischia di abbruttirsi e delinquere. Il Comune ha tutto l’interesse a far sì che le periferie, quindi anche il Giambellino-Lorenteggio, diventino posti in cui è piacevole vivere.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Trovo che in Italia la manutenzione degli spazi pubblici sia una pecca. Si fanno i giardini pubblici e molto spesso li si lascia andare in malora. Sotto questo aspetto in Francia le cose vanno meglio, i giardini sono spesso più puliti e curati, anche in periferia.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Francamente no, aldilà di mantenere un comportamento civile non so cosa oggettivamente sarei in grado di offrire, ma non mi tirerei indietro se ci fosse la necessità di dare un contributo

Ecco il Nuovo Buzzi, presto hub pediatrico internazionale

E’ stato presentato giovedì 13 febbraio il progetto per il Nuovo Buzzi, che diventerà un hub pediatrico internazionale, dal comitato d’onore della Fondazione Buzzi presieduta da Stefano Simontacchi, Patrizia Grieco, presidente dell’associazione Enel Cuore, Salvatore Veca, il presidente di Rcs Urbano Cairo, l’imprenditrice Manuela Vicari Acone, Lina Sotis, presidente di Quartieri Tranquilli, e Kelly Russell Catella, di Coima. “Il 70% dei bambini ricoverati in ospedale sono seguiti in reparti per adulti. In Lombardia solo il 20% dei piccoli viene operato in hub pediatrici, così come il 50% di quelli gravi sono seguiti in strutture di rianimazione per adulti”, ha spiegato il numero uno della Fondazione Stefano Simontacchi. “Gli studi però hanno dimostrato che i bambini che vengono assistiti nei reparti di terapia intensiva pediatrica hanno il 33% di possibilità di sopravvivenza in più”. Obiettivo ambizioso: dieci milioni di euro per acquistare nuovi macchinari, tecnologia, e fondi per la ricerca che si sommano all’investimento pubblico da 40 milioni di euro, di cui 30 della Regione Lombardia e 10 dello Stato.Per il momento saranno realizzate due nuove sale  grazie al sostegno dello studio Bonelli Erede e di Ubi Banca e due posti letto in più in Rianimazione, grazie ad Acone associati. Si punta a passare da 23mila a 46mila ricoveri l’anno, da 5mila a 10mila interventi chirurgici e da 500mila a un milione di prestazioni ambulatoriali.

ONLINE

MILANO.REPUBBLICA.IT

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/02/13/news/ospedale_buzzi_milano_bambini_raggi_x-248513454/

ILGIORNO.IT

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/ospedale-buzzi-1.5029959

ILGIORNALE.IT

https://www.ilgiornale.it/news/milano/raddoppiare-i-ricoveri-e-sale-operatorie-raccolta-fondi-1826467.html

OSSERVATORIOMENEGHINO.INFO

https://www.osservatoremeneghino.info/14/02/2020/nascera-il-nuovo-buzzi-un-hub-pediatrico-allavanguardia/

LE-ULTIME-NOTIZIE.EU

http://www.le-ultime-notizie.eu/articulo/sanita-nasce-il-grande-buzzi-ospedale-hi-tech-e-senza-raggi-x/5684529

 

YOUTUBE

MEDIAKEYINTV

https://www.youtube.com/watch?v=q_xdBsDDqqI

 

13 Febbraio 2020

TV

TG REGIONE LOMBARDIA

https://www.rainews.it/tgr/lombardia/notiziari/index.html?/tgr/video/2020/02/ContentItem-e5ee8140-b48d-4ccf-961e-3f49407986a1.html (DAL MINUTO 10.17)

TELEPAVIA

https://www.milanopavia.news/news-milano/ospedale-buzzi-30-milioni-per-nuovo-hub-pediatrico-allavanguardia/

 

 

 

“Il mio quartiere”: El punt – fra S. Sofia e S. Calimero-Alberto Cavalli

alberto-e-kelis-2-paolo-carliniAlberto Cavalli, direttore generale pressFondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e organizzatore della stagione musicale della Basilica di San Calimero, con Kelis (foto Paolo Carlini).

Qual è il suo quartiere?
Per le attività musicali che porto avanti da dieci anni, direi “El punt”: Via Santa Sofia, Via San Calimero, Corso di Porta Romana.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
È un quartiere legato alle splendide basiliche che lo costellano: San Nazaro in Brolo, Sant’Antonio, San Calimero. L’Università Statale, il Policlinico e le diverse cliniche intorno a Piazza Cardinal Ferrari contribuiscono a creare un’atmosfera di operosità e di studio. Il convento di clausura di Via Santa Sofia confina con gli uffici della Statale. Gli apparenti contrasti sono superati da un senso di appartenenza molto forte, che si trasmette anche a tutti coloro che “attraversano” il quartiere per affari, studio o svago.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Si riconosce nelle sue diverse anime. Siamo nel pieno centro di Milano, che a volte dà l’impressione di essere quasi spopolato: invece ci sono correnti quasi carsiche di iniziative, vitalità e identità che fanno sì che il quartiere assuma aspetti diversi, tra il giorno frenetico e la sera ieratica.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Si dice che il giovanissimo Mozart, di passaggio a Milano, suonò l’organo della Chiesa di Sant’Antonio. Ma io preferisco la storia di San Calimero, vescovo di Milano cui è dedicata l’omonima basilica: fu martirizzato e gettato in un pozzo, e l’acqua di quel pozzo fu per secoli distribuita ai malati della vicina Ca’ Grande come fonte di conforto e di salute. Nella cripta, affrescata dai Fiammenghini, il pozzo c’è ancora: ma non reputo sia il caso di assaggiarla!

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
È cambiato ma in meglio: la piazza Cardinal Ferrari è bellissima, con quei murales. Ci sono tante iniziative culturali.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Ci sono pochi ristoranti che restano aperti la sera, purtroppo. Il passaggio dei tram e la vicinanza degli ospedali generano sicuramente rumore, ma sono i rumori di Milano: ci si abitua. Basta inoltrarsi in via Bianca di Savoia per essere immersi nella pace! I negozi stanno un pochino sparendo: ci sono ancora tante belle botteghe, ma alcune vetrine vuote comunicano un po’ di allarme. E spesso gli spazi pubblici recano gli avanzi di qualche povero aperitivo triste. Manca una bella libreria.

Quali sono le cose belle?
Le basiliche, sicuramente: sono una più bella dell’altra. I concerti di musica classica e di musica vocale, che attraggono un pubblico attentissimo. La messa in rito tridentino presso la Chiesa della Visitazione, quella del monastero di clausura, quando è aperta. È un quartiere ottimamente servito da tanti mezzi. C’è un signore che suona la fisarmonica che è bravissimo!

C’è un mercato e lei ci va?
A volte ci sono dei mercati regionali di fronte alla Basilica di San Nazaro. Molto interessanti!

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Lavora bene, ma di lavoro da fare ce n’è sempre tanto!

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Stare attenti al degrado: in un attimo, anche le aree più belle possono trasformarsi in luoghi pericolosi.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
I giardini di fronte alla Statale andrebbero curati meglio.

Lei fa qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Organizzo la stagione musicale della Basilica di San Calimero: quasi venti concerti ogni anno, a ingresso gratuito. Musica vocale antica, e musica strumentale dal Barocco al Novecento. www.harmoniacordis.it e www.ensemblehornpipe.eu.

 

Tornano le Notti Trasfigurate dal 18 giugno all’11 luglio

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La cornice, dal fascino antico e inquieto, è sempre lo stessa: Villa Simonetta, unico esempio in Lombardia di villa patrizia rinascimentale suburbana, definita a metà del Cinquecento da Paolo Giovio “meravigliosa casa di Merlino”, dimora fantasiosa per l’originalità dei suoi giochi prospettici.
E anche la rassegna mantiene le sue promesse di sempre e sceglie la qualità, la varietà delle occasioni d’ascolto, valorizza incroci di linguaggi, sperimenta e contamina, spazia tra stili e generi diversi: musica antica, classica, contemporanea, jazz, crossover, con incursioni nel mondo del cinema e del teatro.
La programmazione, frutto di un impegno che coinvolge studenti e docenti lungo tutto il corso dell’anno, offre percorsi stimolanti e diversificati, per tutti i gusti, senza trascurare i grandi capitoli della storia musicale, i più noti autori, le loro opere. La musica non esclude, non discrimina, non isola, è per tutti.
I concerti di Notti Trasfigurate sono preceduti, alle 19.30, da Aperitivi in Musica, spazio ideale per condividere il momento collettivo e informale dell’happy hour, con sottofondo musicale. Il pubblico sarà accolto nell’affascinante scenario di Villa Simonetta e potrà sedere comodamente ai tavolini posti all’ingresso.

L’apertura, il 18 giugno, è affidata al musical West Side Story, opera di Leonard Bernstein del 1957. Dell’opera, in forma semi scenica, si ascolterà una selezione brani.
La serata successiva, il 19 giugno, è strutturata in due parti. Della prima, Strings, sono protagonisti  i giovanissimi archi dell’Orchestra dei Giovani della Civica diretta da Carlo De Martini. Il repertorio della formazione, che ha un’attività regolare durante l’anno accademico, comprende numerosi lavori del periodo barocco e classico, oltre che composizioni del Novecento. L’Orchestra si cimenta per l’occasione con Banchieri, Telemann e Brahms.
La seconda parte, Sonate e suite in duo, è tutta dedicata alla musica da camera: si spazia da Bach a Debussy, da Hilse, compositore americano contemporaneo, a Fauré, e si chiude con il I e II movimento dalla Sonata per violino e pianoforte di César Franck, opera amata in modo particolare da Proust.
Melodie segrete, l’appuntamento del 20 giugno, si presenta come un contenitore di generi, stili, periodi differenti. La serata ospita melodie di Brahms, di Faurè, due delle tre Liriche su Verlaine, opera giovanile di Maderna, cioè Aquarelles e Sérénade, per voce di soprano e pianoforte, bozzetti delicati dal sapore quasi impressionista. La voce è protagonista anche della mozartiana Madamina il catalogo è questo da Don Giovanni e delle arie d’opera rossiniane tratte da L’italiana in Algeri e da La pietra del paragone.
Di Donizetti è in programma l’aria di Rita, dall’omonima opera, e quella di Sofia, da Il signor Bruschino; di Carlos Gomes si eseguirà O mie notti d’amor da Maria Tudor e, di Leoncavallo, l’aria Qual fiamma avrà nel guardo da Pagliacci. Di Francesco Paolo Tosti si ascolteranno La sera e Due piccoli notturni, su testo di Gabriele D’Annunzio.
Del compositore austriaco Berg, allievo di Schönberg, tra i protagonisti della vita musicale del primo Novecento sono stati scelti quattro dei 7 Frühe Lieder: Nacht, Schilflied, Die Nachtigall, Sommertage.
Martedì 25 giugno I Civici Cori, organico numerosissimo, e l’Orchestra della Civica propongono la sinfonia K 551, la Jupiter, dell’ultimo periodo di Mozart, e il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, di rara esecuzione.

2, 3 e 5: dal duo al quintetto è il titolo dell’appuntamento del 26 giugno. Tutti i pezzi saranno eseguiti da formazioni cameristiche, che si combineranno in modi sempre diversi con strumenti di numero variabile (dal duo al quintetto). In programma brani di Schubert, Martinů, Glinka, Danzi.
Il 27 giugno ancora un tributo a Mozart con Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti, la terza e ultima delle tre opere italiane buffe scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte, rappresentata al Burgtheater Vienna nel 1790 e diretta da Mozart stesso. Dell’opera, realizzata in forma di concerto, si propone una selezione.

A confermare la vocazione internazionale della Civica, come sempre, oltre a studenti italiani, sono presenti nell’organico ragazzi originari della Grecia (Fiordiligi) Polonia (Guglielmo), Corea (Ferrando).
Laboratorio Novecento del 2 luglio nasce dal percorso didattico annuale sul repertorio solistico e cameristico degli studenti del seminario di tecnica strumentale, tecnologie e analisi per il repertorio moderno e contemporaneo dal 1950 a oggi, con focus sulla tradizione e le avanguardie: Crumb, Enescu, Bernstein, Webern, Copland, Benjamin, Martinů.
Il 3 luglio è di scena l’Istituto di Musica Antica con Sospirate aure celesti, lagrimate, o selve, o campi. Il concerto dedicato ad Alessandra Saba, un tempo studentessa di canto della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, ruota attorno alla figura di Euridice, ninfa della mitologia greca che, con Orfeo, da sempre ispira musica e poesia. Ill viaggio musicale del 3 luglio, che raccoglie pagine d’epoche e stili differenti: un concerto di arpe barocche, un’arpa Erard, un quintetto di flauti dolci, una viola da gamba e un lirone accompagneranno le tre voci di soprano protagoniste della storia. Le musiche sono di Jacopo Peri, Giulio Caccini, Stefano Landi, Luigi Rossi, Louis Lully, Alessandro Scarlatti, Johann Christian Bach, Joseph Haydn.
La serata successiva, il 4 luglio, è suddivisa in due momenti. Nella prima parte, Drums, trionfano le percussioni con composizioni di Akiho, Cangelosi, Xenakis, Rosauro, Cimmino e Gauger. La seconda nasce dal laboratorio di musica contemporanea crossover della Civica, particolarmente attento alla pratica d’insieme, che si propone di esplorare il modo sonoro della contaminazione e della sperimentazione senza preclusioni linguistiche, stilistiche o storiche, come mostra il programma del concerto. Crossover attinge infatti da un variegato repertorio: Nico, Pärt, Lang, Bozza, Schubert.
Il concerto di martedì 9 luglio è il consueto omaggio al jazz con la Workshop Big Band composta da studenti e docenti dei Civici Corsi di Jazz. I brani sono di Thad Jones, Enrico Intra, Charles Mingus, Horace Silver, John Coltrane, Bob Mintzer.  Ospiti d’eccezione Enrico Intra al pianoforte e Paolo Tomelleri al clarinetto.
Come ogni anno Notti Trasfigurate riserva poi uno spazio particolare alla musica per l’immagine. La penultima serata della manifestazione, mercoledì 10 luglio, vede la proiezione di cortometraggi d’animazione, alcuni dei quali hanno ottenuto significativi riconoscimenti internazionali, realizzati dal corso di Digital animation della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. I corti sono stati musicati da studenti compositori del corso di Musica per l’Immagine dell’Istituto di Ricerca Musicale della Civica. Le musiche saranno eseguite dal vivo da un ensemble della Scuola, diretto dagli allievi del corso di Direzione d’Orchestra. Per consentire la visione delle proiezioni, Musica per Corti di Animazione avrà eccezionalmente inizio alle ore 21.30.

Chiude la rassegna, l’11 luglio, L’opera da tre soldi di Bertold Brecht, su musica di Kurt Weill: un progetto del Laboratorio di Regia Teatrale dell’Università IULM (#LabOpera), Centro Teatro Attivo, Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. Si tratta di una produzione teatrale che conclude un percorso formativo la cui drammaturgia trae spunto dal concetto di denaro.
La serata vede la partecipazione straordinaria di Nicoletta Ramorino, nel cast della prima rappresentazione italiana de L’opera da tre soldi, Piccolo Teatro di Milano 1956, regia di Giorgio Strehler. In platea lo stesso Brecht.

“Carcere e Sport” a San Vittore: 300 detenuti in corsa

CPIA, CSI Milano, l’associazione Quartieri Tranquilli hanno dato vita con l’aiuto concreto di Decathlon alla seconda edizione “Carcere e Sport” a San Vittore. 300 detenuti si sono affrontati in una corsa di otto km, tornei dil ping pong, calcetto, pallavolo, biliardino e scacchi. A premiare i vincitori, quasi tutti del quinto raggio Lina Sotis, Fabio Pizzul, consigliere regionale, Roberta Guaineri, assessore allo Sport del Comune di Milano, Antonio Cabrini ex calciatore e ora allenatore, e Mario Corso, ex giocatore bandiera dell’Inter.

QT detenuti san vittore

I vincitori della seconda edizione del premio Miglioriamo Milano

Si è svolta al Centro Congressi della Fondazione Cariplo martedì 4 giugno la seconda edizione del premio “Miglioriamo Milano” promosso dall’associazione Quartieri Tranquilli di Lina Sotis con il sostegno di Fondazione Cariplo, che promuove lo studio e la sempre maggiore conoscenza dell’area metropolitana, dei suoi continui e rapidi mutamenti. Riservato alle scuole di giornalismo e non solo, è dedicato alla memoria di Giovanna Cavazzoni, fondatrice del Vidas, associazione per l’assistenza ai malati inguaribili ed . Con “RAPpresento ADRIANO” hanno vinto Chiara Martinoli e Giorgia Venturini dell’università Cattolica. Con “I tre volti del quartiere Adriano“, pubblicato sul giornale “noi-Zona2”, ha vinto Ferdy Scala. Ci sono stati interventi, tra gli altri, di Ferruccio de Bortoli, Giangiacomo Schiavi, gli assessori Pierfrancesco Majorino e Cristina Tajani, ha presentato Piero Colaprico.

MILANO Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 in memoria di Giovanni Cavazzoni, con Ferruccio De Bortoli, Pierfrancesco Majorino e altri

Le vincitrici del Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 Chiara Martinoli e Giorgia Venturini con Sergio Urbani, direttore generale della Fondazione Cariplo

MILANO Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 in memoria di Giovanni Cavazzoni, con Ferruccio De Bortoli, Pierfrancesco Majorino e altri

Lina Sotis, Ferruccio de Bortoli e Sergio Urbani al Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 in memoria di Giovanna
Cavazzoni

MILANO Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 in memoria di Giovanni Cavazzoni, con Ferruccio De Bortoli, Pierfrancesco Majorino e altri

Pietro Scardillo, direttore “Noi-Zona2” giornale della zona 2 di Milano; Ferdinando Ferdy Scala, vincitore della sezione dedicata ai giornali di quartiere, premiato da Giangiacomo Schiavi

MILANO Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 Premio ’Miglioriamo Milano’ 2019 in memoria di Giovanni Cavazzoni, con Ferruccio De Bortoli, Pierfrancesco Majorino e altri

Tutti i vincitori con Sergio Urbani, Giangiacomo Schiavi e Piero Colaprico, capocronista di La Repubblica che ha condotto la manifestazione

 

 

 

“Il mio quartiere”: China Town di Alessandra Maestri

Alessandra MaestriAlessandra Maestri, Professional Counselor

Qual è il suo quartiere?
Non so il nome esatto: abito in Piazza Gramsci cap 20154.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Direi di sì, è identificato come China Town.

Chi vi abita si riconosce in lui?
La comunità cinese senza dubbio, è numerosissima, ma anche i cittadini italiani residenti o domiciliati nelle zone limitrofe mi sembrano abbastanza sereni nell’affermare che vivono a China Town o vicino ad essa

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Sicuramente moltissimo. Io vivo qui da circa dieci anni e negli ultimi 5 anni la zona Sempione, Procaccini, China Town si è completamente trasformata seguendo la spinta data, da un lato dal polo Unicredit/P.zza Gae Aulenti e dall’altro dal nuovo quartiere delle tre torri ex fiera Milano.
L’arrivo della metro Lilla ha sicuramente accelerato anche la trasformazione immobiliare (restauro di palazzi vecchi e costruzione di nuovi) senza però stravolgere l’anima di quartiere “famigliare” vissuto dai cittadini di ogni età.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
L’unico difetto che vedo è la difficoltà di parcheggiare l’auto.

Quali sono le cose belle?
Per me sono molte perché mi sembra ci sia un buon bilanciamento tra negozi di vicinato, supermercati, locali da movida, locali per famiglie, servizi per anziani e famiglie (palestre, piscine coperte, asili) spazi di riunione (parchetti per bimbi e cani, piazze e vie pedonali con panchine e alberi), sicurezza per le donne che girano da sole di notte (come me che porto fuori il cane).

C’è un mercato e lei ci va?
Sì c’è il mercato di via Fouchet che ha dei banchi di frutta e alimentari bellissimi, con materie di primissima qualità.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Preciso che io non sono residente e, se paragono ciò che vedo a Milano con quello che vedo nella mia città d’origine (Pavia), ho la netta sensazione che la progettualità che vedo nelle opere del Comune di Milano, mi corrisponde di più e la condivido più facilmente. Faccio un esempio: è evidente che il Comune vuole “bandire le auto” dalla città, ed è il COME sta puntando a questo obiettivo ambientalista che è assolutamente accettabile e condivisibile; ovvero: qualche volta sarebbe più facile saltare in macchina per arrivare da qualche parte in città, ma le alternative pubbliche sono oramai così tante e ben funzionanti che si può benissimo accettare “una piccola fatica in più” e prendere la metro, o il tram, o il bikemi o il car sharing. Tutti funzionanti a livelli più che sopra la media e discretamente manutenuti.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Qualche parcheggio in più.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Sì, abbastanza curate e poi ci vorrebbe anche un senso civico un po’ più evoluto delle persone…per esempio i mozziconi di sigarette, già che uno li spegne, potrebbe fare anche la fatica di buttarli dentro il cestino e non lasciarli sul bordo, dove la prima folata di vento li ributta per strada…

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Cerco di praticare la gentilezza responsabile a partire dai piccoli gesti quotidiani.

 

“Il mio quartiere”: Tricolore/Vittoria di Antonio Morra

antonio morra foto Antonio Morra

Qual è il suo quartiere?
Tricolore/Vittoria

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Il quadrilatero del food

Chi vi abita si riconosce in lui?
Credo di sì, per ora

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
All’inizio degli anni ’60 in Via Archimede i ragazzi potevano giocare a pallone. Il transito di automobili era trascurabile. Più frequente era, invece, il passaggio di carretti (a propulsione elettrica però) che trasportavano nei negozi della zona frutta e verdura dal vicino Verziere, il mercato all’ingrosso di frutta e verdura che occupava quella che è oggi Largo Marinai d’Italia. Oggi parliamo di mobilità elettrica ed emissioni zero come di una novità. Non è vero: Milano era avanti. Poi c’è stato uno stop.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Sì. Un tempo, negli anni ’60, era un quartiere popolare ma con una certa pretesa. Poi via via i negozi hanno chiuso, dal macellaio al vecchio ciclista e ora molti negozi sono cinesi.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Il traffico è il problema principale insieme con la mancanza di parcheggi. Essendo al limite dell’area C viene sfruttato come parcheggio per chi non vuole entrare in centro. I vigili si vedono raramente e i residenti devono subire e perdere molto tempo. La presenza degli extracomunitari è massiccia, data la presenza dell’Opera San Francesco, ma il lavoro dei frati e dei volontari è altamente meritevole. Tutti gli abitanti del quartiere, in modi diversi, contribuiscono ad aiutare l’attività dei francescani.

Quali sono le cose belle?
L’Opera di San Francesco in primo luogo. La vicinanza al centro città, i servizi di trasporto pubblico molto efficienti, la presenza di negozi. Ora con l’apertura della stazione Tricolore della M4 qualcosa cambierà, speriamo non in peggio.

C’è un mercato e lei ci va?
Si c’è il mercato il lunedì in via Kramer e il giovedì dalla parte opposta di Corso Concordia. Non ci vado.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Lavora, ma non bene. Ha adottato criteri e linee guida soprattutto per il traffico che sono il contrario della logica. Il traffico va fatto scorrere dove è possibile o va vietato. L’idea di rendere difficile l’accesso o lo scorrimento delle auto, ovvero di rendere difficile la vita agli automobilisti è, a parer mio, un errore. Viale Piave e viale Premuda (ovvero da Porta Venezia a Porta Romana) sono diventati così stretti da costringere gli automobilisti a mettersi in coda dietro le biciclette, per esempio. Il traffico o si fa scorrere o si vieta. Dove non scorre inquina. Così l’area C è inutile per combattere l’inquinamento. E’ vero che si tratta di una “congestion charge”, ma il traffico si limita bloccando le auto, non facendo pagare gli accessi. In questo modo chi può pagare entra; chi non può sta fuori.
Il centro di Milano, poi, è così piccolo che una chiusura ben delimitata potrebbe far bene a tutti.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Una pattuglia (coraggiosa) di vigili. Non di quelli che quando vedono un automobilista al cellulare si girano dall’altra parte per non multarlo. So che si rischia una coltellata, ma un rimedio va messo in atto.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
ll verde di Corso Indipendenza, se si può chiamare area. Cura: voto tra 5 e 6

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Per il mio quartiere no. Aiuto altre zone che hanno più bisogno.

 

 

La montagna scuola di vita

L’obiettivo del progetto «Quartieri in quota. La montagna fa scuola» è contribuire a formare i ragazzi delle scuole milanesi anche attraverso la conoscenza della montagna e dei suoi valori (rispetto delle persone e dell’ambiente, senso di squadra, fiducia nelle proprie capacità, significato delle regole). Il progetto contribuisce a combattere la dispersione scolastica e del bullismo e a dare una dimensione valoriale alla persona e al suo rapporto con la collettività. Quartieri in Quota è sviluppato dall’Associazione Piccolo Principe e sostenuto da Quartieri Tranquilli, CAI di Milano, Mount City. Nato nel 2015, il progetto ha mosso i primi passi ed è cresciuto nel plesso scolastico Arcadia che accoglie circa 1200 scolari e studenti del quartiere Gratosoglio. Oggi “Quartieri in Quota- La montagna fa scuola” è un marchio che raggruppa diversi progetti: la sezione ambientale (nella secondaria di primo grado) PRO-muoversi (nella primaria) In Cordata (nella scuola popolare).Dell’avvio sono state coinvolti circa 300  studenti. Nel 2018 il progetto è stato presentato al  Festival ASviS (Alleanza Sviluppo Sostenibile) e al festival Milano Montagna.

“Il mio quartiere”: San Gimignano District – Luca Micheletto, editore di Luuk

Luca Micheletto Luca Micheletto Editore fondatore di Luuk Magazine, Imprenditore titolare dell’agenzia di eventi e comunicazione Luuk PR & Events e del negozio di arredamento e complementi d’arredo Trovailtempo Atelier dei Sogni a Milano.

Qual è il suo quartiere?
Abito nel San Gimignano District, forse più noto a Milano come Quartiere Ebraico.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Il quartiere è forse il primo e unico quartiere residenziale multietnico di Milano. Qui dagli anni Settanta convivono una numerosa comunità ebraica, prevalentemente di origine persiana e libanese, e una piccola comunità giapponese, composta in maggioranza da famiglie di manager del Sol Levante di passaggio per qualche anno in città. In via Arzaga, proprio una di fronte all’altra, sorgono infatti la Scuola della Comunità Ebraica di Milano e la Scuola Giapponese di Milano.

Chi vi abita si riconosce in lui?  
Il nostro distretto purtroppo non è riuscito a istaurare nei suoi abitanti un senso di appartenenza perché è prevalentemente un quartiere residenziale in cui si dorme ma a essere frequentati sono soprattutto i negozi e i locali delle vicine via Marghera, Sardegna e Vercelli.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?  
In molti ignorano l’esistenza del nostro quartiere che in realtà avrebbe delle enormi potenzialità. In zona vi sono la maggior parte dei negozi e locali kosher di Milano (dalla pasticceria Tuv Taam ai supermercati Eretz e Kosher Paradise al ristorante Carmel) e hanno vissuto personaggi di spicco del mondo giornalistico (Enrico Mentana), sportivo (Pietro Paolo Virdis) e imprenditoriale (Silvio Berlusconi ha cominciato la sua carriera da costruttore in via Alciati e nel quartiere mantiene ancora la residenza, nello stabile con piscina e campi da tennis dove viveva la madre Rosa).

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?  
Purtroppo alcuni negozi storici del quartiere hanno chiuso, a cominciare da Birba, una vera istituzione in via Arzaga che per decenni ha vestito le signore del quartiere con gli abiti, tra gli altri, di Aspesi e Alberta Ferretti. Ora un paio di vetrine sono sfitte mentre chi resiste ha perso un po’ lo smalto di un tempo.Negli ultimi anni poi molti residenti appartenenti alla comunità ebraica si sono trasferiti a New York o in Israele e questo ha cambiato molto le richieste immobiliari ad esempio.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Se si può considerare un difetto direi l’eccessiva tranquillità. Per il resto il quartiere è servitissimo dai mezzi e in pochi minuti si è nel cuore commerciale di corso Vercelli. Un problema da segnalare è l’essere da tempo diventati, vista l’assenza di strisce gialle riservate ai residenti, il parcheggio diurno di chi lascia la propria auto per poi proseguire verso il centro con i mezzi pubblici.

Quali sono le cose belle? C’è un mercato e lei ci va?
La cosa bella sono sicuramente i palazzi tutti dotati di ampi spazi verdi (e in diversi casi di piscine e campi da tennis condominiali). Aggiungerei poi il silenzio e la relativa sicurezza vista la presenza costante delle forze dell’ordine che presidiano i numerosi edifici che ospitano istituzioni ebraiche. Per quanto riguarda i mercati non risulta che ce ne sia uno settimanale in via Strozzi ma non l’ho mai frequentato.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?  
Il Comune di Milano ha una grande fortuna, gli investimenti privati e il discreto senso civico dei milanesi. Per il resto forse ha un ruolo da regista ma sinceramente non ne vedo un ruolo attivo nella gestione della città.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
In questi ultimi anni il Comune ha agito principalmente in due direzioni: il centro e la periferia popolare. In questo modo ha completamente abbandonato i quartieri residenziali borghesi, come il nostro, il De Angeli-Frua o la Maggiolina, che paradossalmente risultano essere ora meno curati di alcune zone malfamate della città. Considerei quindi di intraprendere dei piccoli interventi che porterebbero un enorme beneficio al nostro distretto: tra tutti la sistemazione dei marciapiedi e delle carreggiate o l’istituzione di una piazzetta pedonale nello slargo di via Arzaga di fronte alla Chiesa dei Santi Patroni d’Italia.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Il nostro distretto è ricchissimo di aree verdi che vengono solo parzialmente curate. Un problema da segnalare sono sicuramente i parterre dei marciapiedi che versano in condizioni a dir poco pietose e che ora risultano essere solo un disordinato parcheggio.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Purtroppo non saprei in che modo potrei realmente essere al servizio del mio quartiere ma mi sono sempre dimostrato disponibile a collaborare a progetti che condivido. Personalmente ho supportato la nascita del “San Gimignano District” mettendo a disposizione le mie competenze professionali per migliorarne la reputazione sul web.

Torna Floralia, mercato benefico: 30-31 marzo

Nel weekend del 30-31 marzo torna Floralia, il mercato benefico per il Centro di Solidarietà San Marcofiori e piante, prodotti biologici, gioielli, ceramiche, biancheria, vintage, bric-à-brac, libri e vestiti grandi firme a 100 euro, saranno in vendita sul sagrato e nel chiostro della basilica di San Marco di Milano. Promotrici con tanti volontari, Elisabetta Guicciardini e Sandra Berlenghi.

Floralia LOCANDINA DEF

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“Il mio quartiere”, viale Corsica: “Non mi sento in periferia” – di Margherita Palli

Qual è il suo quartiere? Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Abito in viale Corsica e il mio municipio è il 4. Non penso ci sia un’identità precisa se non quella di essere su un’asse importante di viabilità, un quartiere che non è centro ma non è periferia.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Sono abitanti milanesi e di etnie varie, anche le classi sociali sono molto miste, era la periferia ed ora sta’ cambiano. Periferia di una città piccola come Milano in 20 minuti a piedi sei in Duomo.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Non abito qui da sempre prima abitavo in una zona più centrale, mio marito Italo Rota nato a Milano, si ricorda la fabbrica della Motta e ne parla come di un miraggio…. bimbi milanesi degli Anni 50  che aspettavano il panettone di Natale e secondo lui passando si sentiva l’odore che sprigionava ….un odore ammaliante di biscotto.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Penso di si… il cambio di destinazione dei Frigoriferi Milanesi, l’arrivo di nuovi abitanti di etnie diverse; nuovi negozi che si mischiano ai vecchi, nuovi ristorantini.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
No, non ha carenze di questo tipo non è particolarmente rumoroso, mancano i parcheggi, ma io abolirei le auto in città non faccio testo.

Quali sono le cose belle?
I negozi molto diversi alcuni di grande qualità, una buona Enoteca Diapason in via Lomellina e sempre nella stessa via un ottimo fruttivendolo Il giardino delle Primizie, un buon macellaio in Viale Corsica 41, dei ragazzi calabresi che nel loro negozio Made in Sud vendono ottimi prodotti tipici, la profumeria Mazzolari in Battistotti Sassi e tanti altri, La Cooperativa La liberazione in Lomellina raduna amici all’ ora dell’aperitivo….
Un quartiere un po’ vecchia maniera con molte comodità, il fabbro che ti rifà le chiavi nel suo negozio pieno di cianfrusaglie … e il grande Brico dove trovi tutto. La tintoria che ti aggiusta le cose, la posta aperta anche il pomeriggio.

C’è un mercato e lei ci va?
In Benedetto Marcello il martedi, quando non sono di corsa si

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Viale Corsica collega in parte la città all’aeroporto, è una vetrina dovrebbe essere più curato non solo quando viene il Papa a Milano.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Sì, curare di più i marciapiedi, mandare a pulire. Ho segnalato sul sito del comune un mese fa una bici rotta e una colonnina di una vecchia cabina mi hanno risposto molto gentilmente … ma non succede nulla. Forse gli abitanti non si sentono lontani dal centro, ma il Comune ci considera periferia… Abito da tanti anni in una città meravigliosa, sono arrivata dalla svizzera nel ’68 ed è la mia seconda città del cuore… ma quando esco e vedo i marciapiedi sporchi e la poca cura del verde pubblico mi viene tristezza… ho abitato in zone più centrali e lì il problema non esisteva. I cittadini di questa zona amano il loro quartiere è gente che abita qui da anni che ha integrato etnie diverse.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Il verde è curato male anche se il viale ha alberi e aiuole… basterebbe poco …!

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Giro, guardo, curioso; parlo con la gente e compero nei negozi  ….. sto piano piano conoscendo una zona molta bella di Milano dove mi sento a casa. Mi diverte abitare in periferia, ma come gli abitanti di questo quartiere non mi sento lontana dal centro, con i mezzi in 10 minuti sei in Duomo.

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La scenografa svizzera Margherita Palli Rota, foto di Francesco Maria Colombo

 

 

Al via la Fondazione di Comunità Milano

Al via la Fondazione di Comunità Milano. Il prossimo 8 febbraio, alle ore 11.30 presso il Palazzo delle Stelline, la Fondazione di Comunità Milano Onlus si presenta alla Città di Milano e ai suoi 56 Comuni di riferimento delle aree Sud Ovest, Sud Est ed Adda Martesana della Città Metropolitana.

I primi passi della Fondazione di Comunità Milano
Non ancora costituita ma già attiva per migliorare la vita dei cittadini: ecco il progetto inclusivo della nuova fondazione sostenuta da Fondazione Cariplo.
La realizzazione di aree attrezzate con giochi accessibili e inclusivi per superare i vincoli che incontrano i bambini con disabilità e permettere ai più piccoli di condividere l’esperienza del gioco tutti insieme e senza barriere. È questo l’obiettivo del primo progetto sostenuto dalla nascente Fondazione di comunità Milano che presto opererà nella città meneghina e in altri 56 Comuni dell’hinterland.

Le Fondazioni di comunità sono istituzioni filantropiche che si pongono l’obiettivo di sostenere e sviluppare la qualità della vita delle persone. Grazie all’azione di Cariplo tra il 1999 e il 2006 sono nate 15 Fondazioni comunitarie, che hanno fatto da apripista alla diffusione del modello in altre parti d’Italia (al momento se ne contano 36 già attive, mentre 6 sono in fase di costituzione). Le Fondazioni comunitarie nate su impulso di Fondazione Cariplo hanno finora accumulato un patrimonio di oltre 260 milioni di euro e nel solo 2016 hanno erogato più di 24 milioni a favore di quasi 2.700 interventi, che per circa la metà hanno riguardato l’ambito dei servizi alla persona.

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A Milano non è presente una fondazione comunitaria. Ma dalla fine dello scorso anno è stato così attivato un Comitato Promotore composto da un gruppo di personalità autorevoli della realtà istituzionale, sociale, culturale, religiosa e imprenditoriale del territorio (Franco Aletti, Edoardo Andreoli, Giovanni Azzone, Alessandro Balducci, Giuseppe Baresi, Pietro Bernasconi, Claudio Bernardi, Alberto Cattaneo, Massimo Cremona, Lino Duilio, Luciano Gualzetti, Gianpietro Lecchi, Mara Maionchi, Carlo Marchetti, Carlotta Moratti, Paolo Maria Morerio, Don Carlo Mantegazza, Paolo Petracca, Giacomo Poretti, Luigi Roth, Nicola Saldutti, Mario Vanni e Giusy Versace).Lo scopo di questo gruppo è far conoscere la Fondazione e adoperarsi per aggregare risorse di cittadini e imprese per avviarne le attività, che saranno quindi sostenuta da Fondazione Cariplo attraverso uno stanziamento complessivo che potrebbe arrivare fino a 10 milioni di euro nei prossimi 10 anni. Anche se ancora non formalmente costituita, la Fondazione di Comunità Milano ha già iniziato a operare facendo capire quali benefici potrà portare al territorio e ai suoi cittadini.
Il Comitato promotore ha infatti lanciato il progetto “Parchi gioco per tutti”, che intende progettare e realizzare nei 9 Municipi Milanesi parchi accessibili che rispondano ai bisogni dei bambini con disabilità. Uno dei primi parchi accessibili sarà inaugurato il prossimo 21 aprile ai Giardini Montanelli, in Porta Venezia, alla presenza del Sindaco Beppe Sala e del Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti.

“Il mio quartiere”: Via Vincenzo Monti-via XX Settembre, di Laura Morino Teso

Bellissima donna, Laura Morino, moglie di Adriano Teso (uno dei fondatori IVM, tra i principali Gruppi Europei e mondiali produttori di vernici ) è l’anima di Morino Studio, società che realizza sfilate ed eventi nel fashion system e per importanti aziende dai settori più differenti. Trova sempre tempo per aiutare chi ha bisogno.

Laura MorinoLaura Morino Teso

Qual è il suo quartiere?
Municipio 1, zona Monti-XX Settembre
Il quartiere ha una sua identità precisa?

E qual è?
Elegante e commerciale
Chi vi abita si riconosce in lui?

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Non ne ricordo, non frequento il quartiere se non rapidamente per commissioni
In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Sono cambiate le attività commerciali, sono arrivate gallerie d’arte ed aumentati i bar e ristoranti
Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Le eterne code che si formano in Via Monti per il transito e le fermate dei tram
Quali sono le cose belle?
La tranquillità delle strade ( escluso via Monti ), il tanto verde sia dei giardini che dei viali.
C’è un mercato e lei ci va?
In Largo V Alpini. Vado raramente
Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
La viabilità non funziona, ora troppi cantieri aperti, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi è carente e l’estetica della città non viene curata
C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Cambiare la viabilità che ora ha sensi unici assurdi e l’intasamento che si crea in Via Monti
Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate? 
Sì, ci sono, le aiuole ed i giardinetti sono discreti, purtroppo nei parchi non vado mai….
Lei fa qualcosa per il tuo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Non faccio nulla e purtroppo non avrei il tempo per impegnarmi in parte attiva

Incontri-laboratori per parlare di rapporti civili, familiari, di lavoro

La Cooperativa Paloma 2000 propone un ciclo di 4 incontri gratuiti, realizzato dai professionisti dello Studio Incipit e con il patrocinio del Municipio 8, rivolto a persone di tutte le età e grado di istruzione. Esso è concepito come momento formativo e di riflessione: si propone infatti di fornire una conoscenza di base e di contesto sui principi giuridici e le procedure che regolano i rapporti in famiglia, al lavoro , fra le persone e fra le persone e la pubblica amministrazione.

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Le Bussole
Gli incontri si terranno a partire dal 30 novembre  presso lo spazio “GenerAzione Paloma 2000” in via Consolini, 18, secondo il seguente calendario:

30 Novembre h.17,00  – Maledetto il giorno che ti ho incontrato – Il conflitto nella coppia
con Avv, Colombo e Avv, Luciani

5 Dicembre h.14,15  –  Il bambino che non dormiva –  Maternità fra immaginario e realtà
con Dott. Monti e Dott. Volpe.

14 dicembre h. 17,00 –  Avere cura di chi ha avuto cura – La gestione dei bisogni dei grandi anziani
con Avv. Luciani e Avv. Ermini

19 dicembre h.17,00  – E’ permesso?   – il rapporto delle donne migranti con le Istituzioni – diritti e doveri con Dott. Pavlidi e Avv. Bonelli

L’obiettivo è che i partecipanti acquisiscano conoscenza sui diritti, sugli strumenti di tutela  e nel contempo si confrontino collettivamente su credenze, pregiudizi e distorsioni informative.
Inoltre il ciclo di incontri offre uno strumento di comprensione delle dinamiche interpersonali del quotidiano – i rapporti familiari, la gestione dei conflitti – e dunque e soprattutto, si pone come strumento per l’inclusione.

Progetto per: Milano Zona 8