Dopo aver investito un cane con la sua auto Eghbal si ferma in un’officina per chiedere aiuto. A un meccanico (che era stato in galera perché contro il regime) dal rumore emesso dalla protesi a una gamba sembra di riconoscere in quell’uomo un agente dei servizi segreti che lo torturò. Gli sembra però, non ne è affatto sicuro, del resto non lo hai mai visto in faccia, era sempre bendato, ma quella voce e quella camminata… Passa un giorno e Vahid sequestra quello sconosciuto e lo rinchiude nel suo furgone. Vorrebbe seppellirlo vivo ma poi ci ripensa e va a cercare gli altri ex compagni di prigione. Sarà una lunghissima giornata di discussioni, confronti, scontri, litigi, dubbi e ricordi per decidere se vendicarsi oppure no. E se poi si trattasse di uno scambio di persona? Arriva oggi nei cinema Un semplice incidente di Jafar Panahi, un altro film che il regista iraniano ha girato in clandestinità, un’altra coraggiosa storia di denuncia contro il regime del suo paese essenziale, tesa e durissima ma non priva di ironia.



QUARTIERI TRANQUILLI
