Cinema Beltrade: Mister Universo, regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel

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poster-mister-universoNon sono giorni per felici per Tairo (Tairo Caroli), un domatore circense. Il circo è in crisi, gli spettatori calano, gli animali invecchiano o si ammalano e come se non bastasse gli è stato pure sottratto un prezioso portafortuna, un pezzo di ferro piegato e datogli in dono quando era piccolino da Arthur Robin (Arthur Robin), primo Mister Universo di colore della storia, nel 1957. Su consiglio della contorsionista Wendy Tairo parte alla ricerca di Arthur, oggi novantenne, fermandosi a salutare, nel corso del viaggio dalla periferia di Roma a quella del Nord, la mamma, alcuni amici e qualche parente. Brilla da ieri al cinema Beltrade (via Nino Oxilia 10) Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel, un piccolo gioiello in equilibrio tra documentario e finzione che ci porta dentro le quinte del magico mondo, destinato a scomparire, del circo attraverso le storie, i problemi, le crisi, le superstizioni, gli affetti degli artisti che ci lavorano e che qui interpretano loro stessi.

Gentile, malinconico, intenso, genuino, nostalgico, emozionante, naturale, imperdibile, e gli aggettivi potrebbero continuare ancora…

 

 

Un pensiero su “Cinema Beltrade: Mister Universo, regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel

  1. pierfranco bianchetti

    “Il circo, un mondo che scompare”
    Il mondo un po’desolato e malinconico del circo con i poveri animali da esibire al pubblico sotto il tendone contraddistinto dalla supestizione scaramantica dei circensi, dagli odi e dalle rivalità che esplodono all’ interno delle roulotte, sono gli aspetti più significativi di un ambiente in via di estinzione. Carol Reed con “Trapezio” , Cecil B. de Mille con “Il più grande spettacolo del mondo”, Chaplin con “Il circo” per citare solo qualche titolo famoso, hanno raccontato sul grande schermo spesso con uno sguardo malinconico e partecipe la vita che si svolge sotto i tendoni in giro per il mondo.
    “Mister Universo”, un omaggio doveroso al primo forzuto nero capace di sollevare fino a 170 chili, è un coraggioso e piccolo film la cui visione ti fa uscire dal cinema con l’amaro in bocca. Una scommessa distributiva davvero temeraria che merita un’attenzione da parte del pubblico stanco di vedere le solite commedie italiane spesso inconsistenti.

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