La felicità è un sistema complesso, regia di Gianni Zanasi

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la-felicità-è-un-sistema-complesso-1-768x300Enrico Giusti è una specie di tagliatore di teste, cerca di convincere i dirigenti incapaci e irresponsabili a togliersi di mezzo e a cedere le aziende a squali della finanza che le salvino dal fallimento. La sua opera di persuasione ha finora funzionato ma quando una coppia di imprenditori muore in un incidente lasciando l’azienda nelle mani dei due figli – tredicenne lei, diciottenne lui – e l’ex fidanzata del fratello gli piomba in casa il meccanismo di colpo si arresta e la sua vita e le sue certezze vengono sconvolte.

Strano film il secondo film di Gianni Zanasi – otto anni dopo Non pensarci – che parla della crisi, dell’impatto della crisi su alcune esistenze e di nuove generazioni con toni leggeri e qua e là surreali e che trova il suo punto di forza – e di maggiore interesse – nell’interpretazione ricca di sfumature di Valerio Mastandrea – c’è anche Giuseppe Battiston, un po’ in disparte -, per il resto La felicità è un sistema complesso è lungo e lento, stenta a decollare e di conseguenza non atterra e poi la musica è troppo invadente.

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