Appunti di viaggio del direttore di Qui Touring: Azerbaijan

di

Altra meta apparsa improvvisamente al nostro orizzonte di viaggiatori incalliti l’Azerbaijan. Uno di quei p&ælig;si che finiscono con l’inquietante desinenza “an” ma che riservano infinite bellezze naturali e tracce storiche insospettabili. Eppure nel passato ci sono passati tutti, trovandosi sulla via della seta e godendo di un clima e di una natura favorevole. Da Alessandro Magno ai Romani, dai Persiani ai Russi ai Persiani, ai Mongoli… Agli americani che qui scoprirono il petrolio già a metà ‘800!
Bakù, la capitale, uno sperone turrito infilato nel mare (lago) Caspio, oggi è una città fantasmagorica con 22 km di lungomare pedonabile con alberi provenienti da tutto il mondo, di palazzi di un creativo stile gotico veneziano e da futuribili edifici firmati da archistar come Zaha Hadid illuminati a giorno con led di tutte le tonalità degni di una Las Vegas caucasica. Il resto del p&ælig;se, gestito con guanto di velluto da una popolarissima e paternalistica e ubiqua coppia presidenziale, è un susseguirsi di rigogliose colline , p&ælig;si e borghi rimasti indietro nel tempo, un popolo in gran parte di religione islamica che 70 anni di occupazione sovietica hanno reso totalmente privo di fondamentlismi religiosi e di una cordialità trascinante nei confronti dei primi visitatori che si inerpicano tra gole spettacolari, siti archeologici, le prime stazioni sciistiche e panorami infiniti sul Caucaso.
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *