Archivio dell'autore: Letizia Rittatore Vonwiller

Informazioni su Letizia Rittatore Vonwiller

Letizia Rittatore Vonwiller ha scritto e scrive per varie testate del gruppo Rizzoli (Io Donna, Casamica, Amica), occupandosi di attualità, arte, libri e bellezza. L'opportunità di lavorare per la bellezza le ha fatto scoprire un mondo affascinante. È convinta, come Dostoevskij, che "la bellezza salverà il mondo".

“Il mio quartiere”: Buenos Aires, quartiere latino – Chiara Boni

chiara-boniChiara Boni, stilista

Qual è il suo quartiere?
Buenos Aires. Abito in via Benedetto Marcello.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Buenos Aires è un quartiere multietnico. Vivendolo ho la sensazione di un “altrove” in cui riconosco, a fatica, i tratti della milanesità nella colorata stratificazione culturale.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Io non ancora! Buenos Aires mi ha accolta da due anni. Il mio quartiere d’azione rimane il Quadrilatero, lì dove volge lo sguardo a Brera. Trascorro, a lavoro, in via Monte di Pietà, la maggior parte della mia giornata ed è lì che ho vissuto per anni, guardando la Moda dal mio terrazzo di rose.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Buenos Aires nasce dalla demolizione del lazzaretto quattrocentesco di memoria manzoniana. Da Porta Venezia, la Porta Orientale, Renzo Tramaglino fece il suo ingresso a Milano. C’è un bel pezzo di storia contemporanea del mio quartiere che merita anche di essere raccontato: la riapertura dell’Albergo Diurno Venezia voluta, lo scorso anno, dalla Delegazione FAI Milano. Un autentico tempio dedicato alla bellezza.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Non ho vissuto in prima persona la sua metamorfosi, oggi però riconosco che l’insediamento straniero è compiuto. La struttura fisica, tutta milanese di Buenos Aires, è oggi luogo “dell’abitare” per chi milanese non lo è, o meglio non lo era.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Il caos. Corso Buenos Aires è una delle arterie commerciali più frequentate della città ma è tutto un sovrapporsi di nuovi negozi e vecchi commerci, portoni e marciapiedi, movimento disordinato, quasi sconclusionato.

Quali sono le cose belle?
Buenos Aires assomiglia sempre più a un “quartiere latino”. L’esotico è diventato intrattenimento, varietà e opportunità.

C’è un mercato e lei ci va?
C’è un ricchissimo mercato rionale in via Benedetto Marcello al martedì e al sabato. Ottima qualità dell’offerta anche nei banchi del pesce. Mi piace fare rifornimento!

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Il Comune di Milano fa sentire la sua presenza. È un comune attivo ma c’è sempre margine per il miglioramento.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Mi piacerebbe che il work-in-progress in corso da anni all’incrocio tra via Tunisia e via Ludovico Settala giungesse a conclusione. Non si riesce nemmeno più a capire a cosa stiano lavorando.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate? 
Ampia e curata la lunga aria verde di via Benedetto Marcello ma cito con affetto, come tutti i milanesi, i Giardini Indro Montanelli con il Planetario, il Museo di Storia Naturale, il palazzo con gli affreschi del Tiepolo. Un’oasi di pace tra gli alberi centenari.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Non ancora ma comincerò con il viverlo coscientemente.

 

 

Shakespeare e Jazz al Centro Culturale Cooperativa

Venerdì, 16 Settembre, 2016 – 21:00 tornano gli Incontri del venerdì del Centro Culturale della Cooperativa, via Hermada 14, Milano

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La serata del 16 settembre è dedicata al geniale autore inglese di cui ricorrono quest’anno i 400 anni dalla morte. Avremo con noi, affiancata dal critico cinematografico di FilmTV Claudio Bartolini, la scrittrice e giornalista Ilaria Floreano autrice del libro Shakespeare e il cinema.
Un autore universalmente tradotto, spesso trasformato, rivisto, falsificato, rimaneggiato, ma un’icona culturale che non conosce il tramonto. La scrittrice racconterà in modo piacevole, frutto però di una ricerca approfondita, il percorso delle trasposizioni cinematografiche tratte dalle opere di Shakespeare che, dal cinema muto ai nostri giorni, hanno coinvolto e ispirato grandi registi con adattamenti, anche nei generi e luoghi più disparati (dal western all’horror, da Chinatown al carcere di Rebibbia). Trattandosi di cinema è inutile aggiungere che la presentazione sarà ricca di immagini.

Sabato, 17 Settembre, 2016 – 18:00 La corte di via Ornato si apre al jazz
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Riprende la collaborazione musicale tra il Centro Culturale della Cooperativa ed Il Clavicembalo Verde
In occasione  del festival MITO settembre musica 2016 che anima in questi giorni la città di Milano, il Centro Culturale della Cooperativa in collaborazione con Il Clavicembalo Verde, offre ai propri soci, frequentatori e a tutti gli amanti della musica un concerto che vedrà sul palcoscenico il “Quartetto FonoNazional”pianoforte, batteria, basso e voce per un concerto jazz fusion – melodico.

Qualche parola su questa formazione che nasce con la voglia di far incontrare e coesistere stili differenti in un’unica sonorità. La ricerca dei musicisti, Marco Bianchi al pianoforte, Marco Mangelli al basso, Eugenio Mori alla batteria e Paola Atzeni voce solista, dà come risultato un suono caldo, coinvolgente e raffinato, tanto che definirlo jazz sarebbe riduttivo.
Il concerto, a ingresso libero con prenotazione obbligatoria (02/66114499), si terrà nella bella corte di via Ornato 7, entrata da via Hermada 14. In caso di cattivo tempo il concerto verrà spostato al chiuso.

Per prenotarvi potete chiamare il numero  02/66114499, oppure scrivere a centro.culturale@abitare.coop

Ricordati di me, convegno e giornata per l’Alzheimer

Martedì 13 settembre, dalle ore 9 alle ore 13, “RICORDATI DI ME, convegno, a ingresso gratuito con prenotazione (tel. 02-809767,info@alzheimer.it), organizzato a Milano (presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune) dalla Federazione Alzheimer Italia, in occasione della XXIII Giornata Mondiale Alzheimer e dalla Ricerca medico scientifica alle Comunità amiche delle persone con demenza. Celebrata in tutto il mondo il 21 settembre, la Giornata rappresenta il culmine del Mese Mondiale Alzheimer, ideato 5 anni fa da Alzheimer’s Disease International (ADI) con l’obiettivo di contrastare l’emarginazione sociale legata alla malattia.

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Il titolo dell’incontro riprende la campagna internazionale di sensibilizzazione “Remember me”, che focalizza in particolare l’attenzione sui ricordi delle persone con demenza, così importanti da non perdere.

Dopo un saluto istituzionale da parte di Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, la parte iniziale del convegno spazierà dagli sviluppi delle ultime ricerche medico scientifiche alprimo progetto in Italia di Dementia Friendly Community.

La Federazione Alzheimer ha individuato in Abbiategrasso la città ideale per avviare questo progetto pilota, che vede la collaborazione della Fondazione di Ricerca Golgi Cenci, dell’ASP Golgi Redaelli, dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (A.I.P.), del Comune di Abbiategrasso e della ASST Ovest Milanese. Alle porte di Milano si organizza quindi la prima Comunità amica delle persone con demenza, che significa rendere partecipe tutta la popolazione, le istituzioni, le associazioni, le categorie professionali per creare una rete di cittadini consapevoli che sappiano come rapportarsi alla persona con demenza per farla sentire a proprio agio nella sua comunità. Si prospetta quindi l’avvio di un processo di cambiamento sociale che possa rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative, le sue relazioni sociali pienamente fruibile senza escludere e isolare le persone con demenza.

Sarà presente Pierluigi Arrara, sindaco di Abbiategrasso, per una testimonianza diretta.

“Fedeli al nostro slogan La forza di non essere soli, la Federazione Alzheimer Italia riafferma il suo impegno quotidiano nel fornire supporto ai malati e alle famiglie”, conferma la presidente Gabriella Salvini Porro. “Un impegno dettato dalla condivisione di uno sforzo comune affinché nessuno sia lasciato solo ad affrontare la propria sofferenza e perché la vita delle persone affette da demenza possa continuamente essere piena e significativa”.

Molti i medici e gli esperti noti a livello internazionale che faranno il punto su quanto è stato fatto a livello locale e mondiale sulla demenza, per aggiornare i familiari dei malati, gli operatori del settore e tutti coloro che vorranno partecipare all’incontro.
Presente in particolare quest’anno Philip Scheltens, professore di neurologia e direttore del Centro Alzheimer – VU University Medical Center di Amsterdam, che illustrerà l’approccio olandese nella lotta alla Demenza (la traduzione in italiano per il pubblico è assicurata da un servizio in simultanea).

Interverranno inoltre Antonio Guaita – geriatra, direttore Fondazione Golgi Cenci; Claudio Mariani – ordinario di Neurologia, Università degli Studi di Milano e direttore Unità di Neurologia, Ospedale Sacco di Milano; Marco Trabucchi – ordinario di Neuropsicofarmacologia, Università Tor Vergata di Roma, direttore scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia, presidente Associazione Italiana di Psicogeriatria.

Il convegno sarà inoltre l’occasione per presentare il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer, che illustra lo stato dell’arte dell’Alzheimer nel mondo e suggerisce le linee guida che le associazioni nei singoli Paesi possono seguire e consigliare ai relativi governi per affrontare la malattia. In particolare il Rapporto 2016 si concentrerà sui percorsi di cura comparando Paesi ad alto e basso reddito.

La parte conclusiva dell’incontro, come di consueto, vedrà la premiazione di 5 giornalisti partecipanti alPremio “Alzheimer: informare per conoscere”, che con i loro servizi hanno saputo rappresentare la missione fondamentale della Federazione Alzheimer Italia: la migliore Cura, la Ricerca, l’Assistenza ai pazienti e alle famiglie.

 

Ingresso gratuito con prenotazione: tel. 02-809767, info@alzheimer.it

Disponibilità fino a esaurimento posti.

“Il mio quartiere”: Piazza Cinque Giornate – Gigliola Curiel

Gigliola Curiel, figlia di Raffaella e nipote della haute couturière meneghina più famosa degli Anni 60, mamma di Vittoria e Ortensia. Nel 1998 ha inaugurato il suo primo progetto autonomo, la linea “Gigliola Curiel” GI.GI. S.r.l., un concetto di prêt-à-porter giovane e femminile.

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Qual è il suo quartiere?
Piazza Cinque Giornate, a Milano

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
È un quartiere che ha ancora una forte identità umana, dove sopravvivono botteghe e negozi storici della vecchia Milano

Chi vi abita si riconosce in lui?
Direi assolutamente si.

 In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
In linea di massima direi di no. C’è stato qualche ricambio di negozi soprattutto in corso di Porta Vittoria, ma tutta la parte di viale Premuda ha mantenuto la sua identità, così come quella di viale Montenero, nonostante il pullulare di ristorantini che ha reso la zona senz’altro più viva nelle ore serali.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Non trovo difetti. È molto ben curato e ben servito.

Quali sono le cose belle?
Quello che davvero mi piace sono proprio le relazioni umane, le piccole botteghe ormai così rare nel centro, gli incontri ormai di routine segnati da orari precisi, facce conosciute che ti sorridono. Mi dà quotidianamente gioia l’aiuola di piazza Cinque Giornate, mai sfiorita e curata con immenso amore e grande maestria. Mi regala serenità la passeggiata pedonale in viale Bianca Maria accompagnata da magnifiche ortensie e ogni giorno mi stupiscono le rosa ciocche che crescono spontanee tra le rotaie del tram in viale Premuda.

C’è un mercato e lei ci va?
C’è il mercato di via Fiamma il giovedì mattina! Certo che ci vado! È il giorno più bello!

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Sicuramente sì. La città ha fatto un salto nel futuro negli ultimi anni, grazie alle opere iniziate anche dalla giunta precedente. Sono state sviluppate e portate avanti con serietà. Ci sono ancora molte zone che possono essere valorizzate, spero, però non a scapito di quel lato umano che ogni città deve avere per mantenere la propria identità.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Mi piacerebbe. Purtroppo il tempo non me lo permette!

 

 

La tenda del silenzio alle Colonne di San Lorenzo

Per due giorni (domenica 18, dalle ore 16 alle 2 di notte – lunedì 19, dalle ore 9 alle 21) le Colonne di San Lorenzo (in corso di Porta Ticinese), a Milano, ospitano La Tenda del Silenzio, una grande tenda, spoglia, provvisoria, povera, dove chiunque può fermarsi in silenzio a dar testimonianza della sua volontà di Pace. Viene proposto un percorso che nasce dal silenzio. Il silenzio di donne e uomini attenti, attivi, pensanti. Silenzio denso di preghiera, silenzio rispettoso per chi non crede in nessun Dio, silenzio aperto a tutte le tradizioni religiose e ad ogni essere umano di qualunque nazione o continente. Silenzio che supera ogni barriera anche quando le parole, i simboli laici o religiosi, persino le preghiere possono offendere la sensibilità dell’altro, il silenzio può diventare linguaggio universale, spazio comune, presupposto di incontro, di ascolto e di confronto.

Quest’anno, in più, c’è l’invito a tre momenti di dialogo fuori dalla tenda (la domenica e il lunedì, sempre dalle 18 alle 19). I temi:  La dimensione personaleLa dimensione cittadinaLa dimensione delle politiche di Pace.

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La dimensione personale: Tenda Rossa delle Donne. Un cerchio di reciproca accoglienza e di condivisione per tutte le donne. Un momento per ritrovare le proprie radici femminili. Nella consapevolezza di se stessa, la donna approda ad una terra interiore in cui sentirsi a casa, ovunque nel mondo.

La dimensione cittadina: Un rinnovato messaggio alla città e alle sue Istituzioni partendo dalla “Carta dei Diritti dell’Uomo” ancora disattesa. Dall’emergenza profughi alla reciproca solidarietà.

La dimensione delle politiche di Pace internazionale: Pensare e progettare modi nuovi di fuggire e di accogliere nella ricerca di cammini di condivisione e di Pace La vera sfida è mettere a confronto un’economia senza etica al servizio del “dio denaro”, con un umanesimo nuovo.

Per inf. tendadelsilenzio@gmail.com – www.facebook.com/LaTendaDelSilenzio

Volontari per un giorno cercasi a Milano in agosto

Per tutto agosto va avanti l’iniziativa «Volontari per un giorno» ideata da Kpmg e Koinetica (realizza percorsi che valorizzano comportamenti socialmente responsabili) e promossa da Ciesseviwww.volontariperungiorno.it ). «L’obiettivo è chiaro – dice Patrizia Bisol: attività spot, solo una manciata di ore in un’unica giornata, per offrire occasioni a chi altrimenti non riuscirebbe a impegnarsi». Un’idea delle proposte? Manutenzione del verde, raccolta detriti e cambio paglia in un canile, tinteggiatura, laboratorio artistico per bambini.

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“Il mio quartiere”: Le Terrazze, la Broadway di Milano- Gio’ Tettamanzi

Giovanna Tettamanzi Giovanna Tettamanzi, giornalista, lavora per Milano Sud, mensile che si occupa delle zone 5 e 6

Qual è il suo quartiere?
Il Quartiere residenziale Le Terrazze.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
E’ nato nel ’90-’91, tra via Dei Missaglia e il Parco Ticinello
. Essendo di recente edificazione, non si può parlare di vera e propria identità. Sono case di proprietà degli enti previdenziali di varie categorie, che via via hanno poi venduto (o stanno vendendo, come nel caso dell’Inpgi) agli inquilini. Gli edifici sono stati edificati dal costruttore Ligresti.

Chi vi abita si riconosce in lui?
“Riconoscersi” in un quartiere comporta una storia che il nostro ancora non ha… a differenza invece delle zone che lo circondano, dal Gratosoglio al Parco Sud, che di storia – nel bene e nel male – ne hanno tanta.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Non proprio un aneddoto, più un’osservazione curiosa: alle spalle del mio caseggiato c’è una grande area verde. Bene: all’inizio si diceva che ci avrebbero costruito una piscina e invece oggi stanno per edificare una chiesa, che i fedeli della zona stanno tra l’altro aspettando ormai da anni. Un’altra curiosità? La via Dei Missaglia è anche detta la Broadway del sud Milano! Tanti i teatri presenti: dal Pim Off di via Selvanesco all’Atir Ringhiera di Serena Sinigaglia in via Boifava, al Teatro delle Marionette dei fratelli Colla in via Montegani… solo per citare i più conosciuti.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto? Sostanzialmente è rimasto lo stesso. Alle Terrazze molti negozi hanno aperto e poi chiuso, per effetto della concorrenza dell’Esselunga di via Dei Missaglia, situato proprio a ridosso. Lo spiazzo centrale, piazza Cantoni, che si allarga davanti al Residence Arcobaleno (pensionato Bocconi, oggi di proprietà Unipol) è stato recintato, e chiuso di notte per tenere lontano i vandali ed evitare danneggiamenti.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi) Traffico e rumore di certo no: il quartiere è davvero un’oasi di tranquillità. Ma nemmeno troppi negozi, purtroppo… anche se c’è tutto quel che serve: farmacia, tintoria, fornaio, edicolante, bar (diversi), pizzerie, gelateria, negozi di parrucchiere… L’ideale sarebbe che i negozi sotto al Residence Arcobaleno, rimasti sempre spazi vuoti, venissero dati in gestione a soggetti tra il pubblico e il privato, a prezzi calmierati. E’ una trattativa in corso (che va però a rilento) tra Unipol, il Comune di Milano e il Comitato di Quartiere Le Terrazze. Non è tutto: è proprio di questi giorni la voce che indica il Residence come possibile location dal 2017 per l’accoglienza di rifugiati.

Quali sono le cose belle?
Come dicevo, la quiete e il verde. Dalle nostre case vediamo le risaie e le cascine nei dintorni… e il Parco Ticinello, che presto sarà più attrezzato e strutturato. Ma non solo questo. Un’altra cosa molto bella è la vitalità della zona. Qualche esempio: lungo via Dei Missaglia sono sorti spazi verdi autogestiti, con alberi piantumati e curati dai cittadini, riuniti nell’Associazione la “Compagnia dell’Anello-Gratosoglio”. Si trovano all’altezza della grande e luminosa serra Lorenzini, che è anche luogo di tante iniziative culturali, di intrattenimento e sede dell’Associazione “I Percorsi”, cooperativa sociale che assiste persone disabili e anziani. E proprio alle Terrazze, in Selvanesco (la stretta via che collega il quartiere a Ripamonti), da qualche anno è nato Gustop, un accogliente spazio ristorante, bar, catering gestito da un gruppo di disabili, organizzati da associazioni come “l’Impronta”, una Onlus attiva nelle periferie del sud Milano e che nel 2011 è stata insignita dell’Ambrogino d’Oro. Da questa iniziativa è poi nato Gustolab, il laboratorio-panificio.

C’è un mercato e lei ci va?
Di mercati rionali ce ne sono molti nei dintorni, tra Gratosoglio nord e sud, e quindi non proprio in quartiere. Io comunque li frequento con piacere!

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Il Comune di Milano lavora bene ma potrebbe fare di più. Qui si sente fortemente la condizione periferica. Gratosoglio, come detto, è proprio di fronte, dall’altra parte di via Dei Missaglia, con le sue case parecchio fatiscenti nella parte sud, e con la presenza della Casa di accoglienza di via Saponaro, che tanti problemi crea agli abitanti nel vicinato. Poi, verso piazza Abbiategrasso e via Montegani, ci sono le zone storicamente critiche, come lo Stadera (aree di spaccio e piccola criminalità…). Ma la zona 5, dove il nostro quartiere è collocato, è comunque molto viva, sia socialmente che culturalmente. La presenza di tante associazioni sul territorio garantisce un controllo continuo dei problemi e un contatto coi cittadini e con il Consiglio di Zona (oggi Municipio 5) e il Comune di Milano, molto produttivo.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Bonificare e occupare le aree e gli edifici dismessi. Che sono tanti!

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Come dicevo, sì: praticamente ne siamo circondati e della cura che viene praticata non ci si può certo lamentare.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Io sono molto attenta alla vita del quartiere, un’attenzione che riverso nel giornale locale dove lavoro: il mensile Milanosud (che si occupa di tutta la zona 5, la 6, Chiaravalle, Rozzano…: http://www.milanosud.it). E in un bollettino mensile on line (Casanostra) che distribuiamo agli inquilini dei nostri due palazzi (di proprietà Inpgi, che stanno per essere venduti a noi locatari), sollevando problemi e aspetti del quartiere che andrebbero presi in considerazione. Insomma, un’azione di stimolo e talvolta di denuncia.

All’Orto Botanico Città Studi concerto per Q.T.

Lui si definisce un “organizzatore puro”. Emilio Sioli, amico di Quartieri Tranquilli e di Milano, è sicuramente un innovatore creativo. Una delle sue iniziative, per esempio, è il festival Ritmo delle Città, che mette in scena grandi concerti jazz sparsi per le nove zone milanesi (250 concerti in 10 anni). “Cerchiamo di raccontare le periferie attraverso la musica per dimostrare che non sono brutte, che hanno una loro precisa identità e spesso producono fermenti sociali e culturali”. Ora la manifestazione si è evoluta, trasformandosi in AreaM. “Un progetto che nasce dallo stimolo che ci ha dato Fondazione Cariplo per rinnovarci e dalla nostra voglia di continuare, puntando su grandi musicisti italiani e internazionali”. AreaM si svolge nella zona 3 nei mesi di giugno e luglio, soprattutto nel quartiere Città Studi: l’Orto Botanico, la basilica Santi Nereo e Achilleo, i teatri Menotti e Leonardo, l’Upcycle cafè di Via Ampère sono fra le tante location disponibili ad accogliere la musica del programma. Proprio all’Orto Botanico Città Studi il 6 luglio ci sarà un concerto, a sostegno di Quartieri Tranquilli, di Vanessa Rubin, cantante di jazz di straordinaria vocalità e intensità, con il suo quartetto. Grazie Emilio Sioli!

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“Il mio quartiere”: Brera, senza verde – Daniela Calandrella

QT Daniela CalandrellaDaniela Calandrella, neurologa

Qual è il suo quartiere?
Brera

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Non ce l’ha più, dobbiamo ritrovarla!

Chi vi abita si riconosce in lui?
Non credo.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Sì, voglio raccontare del bellissimo negozio di Irma Tramontana, eclettica parrucchiera di via Palermo, che accoglie sia ragazze novantenni con un passato e un presente di cantanti liriche che giovani signore modaiole in cerca di ispirazione dal passato. Da lei si ascolta musica classica, si leggono libri e si lavora a maglia, e ci si dimentica di essere sotto il casco!

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
No

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
Sporcizia a terra e pochi spazi verdi per i bambini

Quali sono le cose belle?
Gli Oratori di don Paolo, e i fratelli Galantino, fruttivendoli di via Solferino.

C’è un mercato e lei ci va?
Sì, mi piacerebbe ma non riesco mai ad andare (dovrebbe durare fino a sera!).

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
No.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Vorrei che si aprisse ai bambini il bel giardino tra via Statuto e corso Garibaldi.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Ci sono e appunto, sono abbandonate.

Lei fai qualcosa per il tuo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Non faccio abbastanza!

 

 

“Il mio quartiere”: Corvetto – Pietro Virgilio

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Pietro VIRGILIO, Giornalista in pensione, nella sua veste di Cittadino del Corvetto

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
L’aveva nel passato, attualmente con il nome CORVETTO si tende ad identificare un’area più vasta che comprende, per esempio il Quartiere MAZZINI,oppure OMERO non più distinti come singoli quartieri, ma ricompresi nella locuzione Corvetto sic et simpliciter, con problematiche non assimilabili,ma distinte tra antico ed evoluzione moderna.-

Chi vi abita si riconosce in lui?
La popolazione si identifica nel Corvetto e si sorprende quando si fa notare l’enorme differenza che corre tra il Quartiere Mazzini ed il Corvetto vero e proprio, colpa di una informazione che proviene dai media in genere imprecisa e che non tiene conto delle evoluzioni storiche di questa Zona. Scandaloso un recente articolo che ha dipinto il Corvetto come uno dei peggiori Quartieri di Milano sollevando estese reazioni tra la popolazione; il giornalista che lo ha firmato – per molti – ha invece parlato a vanvera senza conoscere la realtà del territorio.-

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere? Nell’approfondire una ricerca politica sull’evoluzione del Quartiere, mi sono sorpreso – parlando con i miei concittadini – come sia singolarmente marcata la diversa percezione che l’immaginario collettivo ha creato intorno alle due principali Chiese : la Parrocchia di Sant’Arcangelo e Santa Rita definita, oltre che Chiesa di frontiera, ( immagine legata alle problematiche di spaccio e di microcriminalità ) anche la Chiesa dei Comunisti per l’intensa attività dell’Oratorio e del “Centro Culturale Insieme” oltre ai legami maturati nel tempo con l’organizzazione Nocetum ai confini con la Zona 5……e la Chiesa della Medaglia Miracolosa legata invece all’attività delle Suore di Via Martinengo notoriamente espressione di CL ( Don Giussani ).- Sia ben chiaro che –indipendentemente da questa distinzione di tipo politico – l’attività delle due Chiese è riconosciuta come “ eccellenza” dell’intera Zona, anche e non solo per l’opera delle “ Dame di San Vincenzo “ da una parte e le “ Suorine “ dall’altra.
Ultima notazione curiosa : anche in ordine alla “ sicurezza “ le due anime del Quartiere sono divise per competenza tra la Stazione dei Carabinieri di Via Zama e quella di Via Ripamonti.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto? 
Irriconoscibile dagli anni 70 in poi, per due ordini di fattori : l’incremento massiccio della popolazione residente di natura multietnica, con il conseguente aumento vorticoso di mercatini sulla strada ( leciti e/o meno ) e l’elezione naturale del Quartiere a “ Porta Sud “ di Milano con congestione di viabilità e parcheggi. La presenza della Metropolitana (linea3) che consente di raggiungere il Centro in pochissimi minuti, esaspera la congestione dei parcheggi ed il transito pedonale raccolto dalle Zone circostanti.-

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
L’impoverimento di negozi di tipo tradizionale ed il crollo vertiginoso della valutazione del valore degli immobili, dovuta sicuramente alla cattiva/pessima pubblicità dei media che vale esclusivamente per le problematiche del Quartiere Mazzini legate alle occupazioni abusive delle case Aler/MM ed agli sgomberi periodici ( non senza contestazioni)contrastati da Centri Sociali e dalla parte più disagiata della popolazione.-

Quali sono le cose belle? 
La vivacità della “ Vita sulla pubblica Via “ paradossalmente, la presenza dei venditori ambulanti, se ben controllati.- L’interscambio della viabilità pubblica tra periferia e Centro. L’estrema rapidità con la quale riesco a raggiungere il Centro ( la mia auto è sempre in box, tranne per spostamenti a più ampio raggio ) tanto che a volte mi sorprendo a considerare il Corvetto una “ periferia “.-

C’è un mercato e lei ci va?
Si, solo qualche volta, mi piace moltissimo invece avere relazioni con i commercianti stanziali (panetteria,ortolano,edicolante, mesticheria, bar e pizzeria etc )

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?     Solo AMSA ( eccellente ) per il resto: cattiva manutenzione di strade e cartellistica, illuminazione, verde pubblico. In specie, assenza di un piano organico che tenga conto della presenza massiccia dei venditori ambulanti e dello snodo dei mezzi di superfice e metropolitana ( le strade sono attraversate da una massa – letteralmente – di cittadini che si spostano senza il rispetto di strisce pedonali ( che vanno ripensate ) e semafori con il rallentamento sistematico della viabilità automobilistica ). Totale assenza di Vigili Urbani, di altre FF dell’Ordine, che intervengono solo su chiamata( è considerato ridicolo lo sfrecciare di qualche auto PS o Carabinieri o Vigili) senza soste di “ controllo “. Totale assenza di Servizi Igienici ( i negozi ed i bar tendono a limitarne l’uso) quelli della Metropolitana sono spesso “ fuori servizio “ Un parcheggino a fianco del distributore della ESSO è notorio “ cesso a cielo aperto “ uno scandalo permanente cui nessuno pone rimedio nonostante le numerose lamentele anche espresse in sede di Municipalità locale ( ex CDZ )

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?   La presenza di “ divise “ discrete, ma presenti e itineranti per alleggerire il fenomeno dell’accattonaggio (massiccio), dovuto alla vicinanza di campi di disagiati e/o nomadi nella campagna confinante con la Zona, in aumento anche, da parte di donne zingare, il tentativo di corrompere anziani.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?  
Concentrate nell’asse Piazzale Corvetto, Viale Martini, Viale Omero. Totale assenza di opere di “ potatura “ il fogliame oscura spesso le lampade pubbliche. Apprezzata la recente destinazione di verde ad area cani protetta.

Lei fai qualcosa per il tuo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Da tempo realizzato un esperimento di “ Comitato di Quartiere “ in evoluzione con la trasformazione in Associazione che realizzi varie branche al suo interno ( area Condomini, Area Commercianti, Area Consulenza alla Cittadinanza,Area Sicurezza e monitoraggio Veicoli abbandonati, Coordinamento altri Comitati ed Associazioni di Quartieri limitrofi, etc ) progetto impegnativo, ma che ottiene consensi sempre più ampi con l’aggiunta di nuovi concittadini che si iscrivono al sodalizio.-

Promozione di incontri con l’Arma dei Carabinieri per parlare di sicurezza abitativa e antitruffa (specie per anziani ). Già realizzati due incontri, l’ultimo ha letteralmente riempito la sala conferenze della Chiesa Medaglia Miracolosa.-

Conclusione : il Manipolo del Corvetto ( tutti pensionati di varia estrazione sociale, ma con vivaci ed ampie professionalità ) sognano un RIPENSAMENTO dell’intera area che va da Piazzale Bologna a Nosedo ( da nord a sud ) e da Via Oglio a Boncompagni ( da Ovest ad Est ), ripensamento che dovrà essere valutato e gestito dalla nuova Municipalità locale, coinvolgendo tutte le istituzioni pubbliche per rendere adeguata questa Porta Sud di Milano alle nuove esigenze di una Vera Città Europea, affrontando la piaga del Quartiere Mazzini ( parte inevitabilmente assimilata al Corvetto), la microcriminalità da spaccio che va da Piazzale Ferrara a Gabrio Rosa e dintorni, ridisegnando e affrontando radicalmente la mappatura dei Campi Nomadi che premono ora sul Corvetto in maniera sempre più evidente. Da un punto di vista meramente architettonico/paesaggistico, resta fermo (né mai si farà) il progetto di abbattere quel brutto “ ponte “ autostradale che ha idealmente “ diviso” Piazzale Corvetto in due parti, ponte che nelle migliori intenzioni doveva aiutare lo scorrimento veicolare per l’ingresso in Milano, ma che ora – più che mai – rappresenta quell’ideale divisione tra la Milano che “ non c’è più “ e la Milano inevitabilmente più moderna che ha perso tanto del suo antico fascino………..

 

SUCCESSO DELL’UNIVERSITÀ DEL VOLONTARIATO

CONTINUA IL SUCCESSO DELLO STORICO POLO MILANESE CON 722 ORE DI LEZIONE, 67 CORSI ATTIVATI, PICCHI DI 80 ALUNNI A CORSO. +400% DI ASPIRANTI VOLONTARI. 

NISSOLI, PRESIDENTE CIESSEVI: “IL PROSSIMO ANNO PERCORSI SPECIFICI PER CHI NON HA ESPERIENZA E VUOLE FORMARSI PRIMA DI INIZIARE A FARE VOLONTARIATO PER LA CITTÀ’

Milano 27 giugno 2016 – 67 corsi attivati, 722 ore di lezioni erogate, 1671 iscritti in totale con una media di 20 a corso (e punte di 80). Questi sono solo alcuni dei numeri record che accompagnano la chiusura dell’Anno Accademico 2015/2016 dell’Università del Volontariato, il primo ed unico polo in Italia dedicata alla formazione di volontari, associazioni ed esperti del Terzo settore. Un progetto innovativo, ideato e realizzato da CiesseviCentro Servizi per il Volontariato Città Metropolitana di Milano e che in soli quattro anni è stato capace di intercettare 6313 iscritti grazie a 2600 ore di formazione, realizzate in collaborazione con importanti partner quali Università degli Studi di Milano Bicocca, Università Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università IULM, Università Statale di Milano e Fondazione Politecnico.

Una diapositiva che, oltre i numeri in costante crescita, ci rivela la filigrana di un settore, quello del volontariato e dell’associazionismo, in continuo cambiamento: se le donne iscritte sono sempre il doppio degli uomini, si registra un netto+14% di iscrizione maschili. Inoltre, a fronte di un 78% di iscritti che si dichiarano “volontario o dipendente o dirigentedi organizzazioni di volontariato”, rispetto all’anno didattico 2014/2015, si registra un +400% di “aspiranti volontari” che si iscrivono motivati dall’esigenza di sentirsi preparati prima di entrare in un’associazione.

Questi ultimi due dati – afferma Ivan Nissoli, Presidente Ciessevi – sono molto interessanti perché, se da una parte ci dicono che siamo ancora una volta, ancora di più, punto di riferimento metropolitano per il mondo del volontariato, è evidente che si rivolge a noi una sempre più ampia fetta di persone che non ha in tasca la tessera associativa, ma che ha una grande fame di formazione per dare inizio al proprio impegno civico e vede questo passaggio come elemento indispensabile per farlo. Per questo colgo l’occasione – conclude Nissoli – per anticipare la volontà, per il prossimo anno didattico, di attivare un percorso completo, dedicato e specifico per i cittadini aspiranti volontari”.

Ulteriori curiosità numeriche uscite dopo il suono dell’ultima campanella riguardano i diplomati 2015/2016, cioè coloro che hanno intrapreso un intero percorso formativo fatto di 3 corsi obbligatori, 3 specialistici, tirocinio presso una realtà del terzo settore e una tesina: 2 hanno aperto una start-up non profit, 3 hanno portato a conclusione un progetto formativo, teorico e pratico, presso grandi associazioni del Terzo Settore. In totale saranno 14 gli alunni e le alunne che ritireranno oggi il Diploma dell’Università del Volontariato per la Classe 2015/2016 durante la cerimonia ufficiale che si terrà presso la Sede di Piazza Castello.

Per ulteriori informazioni:
Francesco Bizzini – Ufficio Stampa Associazione Ciessevi
tel: 02.45475872 – cell: 338.5309176

università volontariato

Philippe Daverio per la libertà di San Vittore

Lunedì 4 luglio 2016, ore 18.30, alla Galleria Antonia Jannone in Corso Garibaldi 125

INDEPENDENCE DAY – W LA LIBERTA’

GRAN CERIMONIERE: PHILIPPE DAVERIO

Nel cortile fiorito della vecchia Milano

Cocktail e vendita di capi creati e realizzati dalle donne di San Vittore:

Parei, gilet, vestaglie, t-shirt, copricostume, borse mare ecc.

 

prenotazioni: discacciati1@virgilio.it

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Prologo alla Milanesiana: Arisa canta per Quartieri Tranquilli

26 giugno domenica, alle 21,00, alla Basilica di San Marco, piazza San Marco, Milano
VANITÀ E BELLEZZA / 1* – PROLOGO ALLA MILANESIANA

Alessandro Bergonzoni e Ivana Gloriosi e il suo allevamento di pavoni (modesti a parte)
Concert Antonio Ballista Hit Parade per Umberto Eco 
Con una canzone di Arisa
Introduce Lina Sotis

in collaborazione con Quartieri Tranquilli

Un bel sodalizio fra Milanesiana e QT verrà suggellato con il concerto dedicato ad Umberto Eco

Per la serata, nella Basilica di San Marco, alle ore 21.00, a cui parteciperanno anche Alessandro Bergonzoni, Antonio Ballista ed Arisa, l’ingresso è libero con un’offerta minima di base di 10 EURO.

Il Prologo della Milanesiana è a favore di Quartieri Tranquilli.

Vi aspettiamo lì o se volete, scrivete per prenotare i posti.

Grazie anche a nome di Elisabetta Sgarbi.

LINA SOTIS delegata al Progetto Quartieri del Comune di Milano e Presidente Associazione Quartieri Tranquilli.
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Leggi tutti gli articoli in Brera.

EXPOP 2016, un vivaio di idee per cambiare il mondo

E’ tornato EXPOP, edizione 2016, Associazione Vivaio 2016
26 maggio, ore 18, Via Arena n. 7, Milano
HAI UN PROGETTO VISIONARIO PER CAMBIARE IL MONDO? CI AIUTI A TROVARNE UNO?

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Vuoi comunicarci la tua idea?

  1. Expop è una delle iniziative organizzate da Associazione Vivaio
  2. Expop è la versione pop di Expo
  3. Expop è una vetrina: dà a tutti l’occasione di mettere in evidenza le proprie idee
  4. Expop è la possibilità di dare forma a progetti visionari
  5. Expop è alla quinta edizione. 5 edizioni come 5 dita di una mano.

Il sogno dei più grandi è lasciare un segno nel mondo.

Fino al 25 maggio 2016 puoi lasciare il tuo: è Expop 2016!

http://www.expop.org

A partire dalla primavera del 2012, un gruppo eterogeneo di persone, nate tra la metà degli anni sessanta e la fine dei settanta, ha inaugurato una serie di incontri-laboratorio per elaborare alcuni progetti su Milano.

Si tratta di protagonisti della scena milanese in diversi settori, spesso reduci da anni di esperienze all’estero, che hanno concepito l’idea di “Vivaio”, piattaforma di incontro-confronto su progetti che possano rendere Milano protagonista a livello internazionale.

CHE COS’ E’ EXPOP? EXPOP è la versione pop di Expo, una vetrina di persone, idee e visioni per dare la possibilità a tutti di mettere in evidenza i propri progetti e le proprie idee per un futuro migliore.

A COSA SERVE? Expop ha l’obiettivo di proporre una nuova idea di futuro per Milano, per renderla capitale internazionale di innovazione, arte, cultura e qualità del vivere.

PERCHE’ SI CERCANO PROGETTI VISIONARI?I progetti presentati in Expop sono visionari perché guardano al futuro e si correlano a delle macrovisioni sulla città, quali “Milano capitale mondiale nella produzione di nuova cultura”, “Milano oltre i limite”, “Milano capitale mondiale del nuovo lavoro”.

DI COSA E’ FATTO EXPOP? Durante EXPOP vengono organizzati diversi eventi e accade molto altro.

Ci sono le locations, prescelte e sempre diverse e uniche.

Ci sono le idee, ovvero le proposte dei soggetti del VIVAIO, dei partner (scuole e privati) e provenienti dalla rete internazionale.

Ci sono i progetti, presentati attraverso performance, messe in scena, video o altre forme espressive: il tutto nel nome della massima creatività al soggetto proponente.

Ci sono i tavoli di accelerazione: tavole rotonde vere e proprie, permettono al project leader di incrementare ancora di più il valore del suo progetto.

COSA FA MILANO INTANTO? I cittadini vengono invitati a supportare i progetti in ottica di crowdfunding. Per i progetti che hanno riscosso maggiore successo viene organizzata anche una campagna di raccolta fondi.

Il Barbiere di Siviglia a Villa Clerici

Venerdì 1° luglio – ore 20,30 – a Villa Clerici, Milano
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“Il Barbiere di Siviglia” di G. Rossini
Ultimo appuntamento della stagione musicale che si è tenuta a Villa Clerici. Dopo tre concerti sinfonici e un concerto lirico è arrivato il momento di un’opera e la scelta di Angelo Mantovani, direttore artistico della rassegna, è caduta su “Il Barbiere di Siviglia”.

Arte e musica a Villa Clerici – Museo in concerto

“Il Barbiere di Siviglia” di G. Rossini 

Opera buffa in due tempi

Orchestra Antonio Vivaldi

Direttore, cantanti e coro dell’Accademia Milano Music Master Opera

Regia di Niccolò Matcovich

A cura del M° Pietro Mianiti, direttore dell’Accademia del Teatro alla Scala

Villa Clerici – via Terruggia 8/14 – € 12
Per info e prenotazioni Centro Culturale della Cooperativa 02/66114499 – 349/0777807

Centro Culturale della Cooperativa

www.centroculturalecooperativa.org

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“Il mio quartiere”: Brera – Franco Cologni

QT Franco CologniFranco Cologni, fondatore e presidente della Fondazione Cologni, la cui mission è valorizzare i mestieri artigianali tradizionali (foto Fredi Marcarini)

Qual è il suo quartiere?
Vivo a Brera.

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Brera è un quartiere con un’identità forte e riconoscibile: è la zona degli artisti, per tradizione. Ma è anche una destinazione per uno shopping raffinato, tra strade suggestive e angoli meravigliosi.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Certamente: vivere a Brera significa sentirsi parte di una Milano attiva, attenta, sempre in evoluzione.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Una sera, uscendo dal Piccolo Teatro, mi sono messo a fumare una sigaretta e a parlare con degli amici del mio grande maestro dei tempi dell’università, Mario Apollonio. Finita la sigaretta, mi si avvicina una signora e, senza dire niente, mi stringe la mano e si asciuga una lacrima: era Paola Borboni, la grande attrice, che si era commossa nel sentire rievocare un grande protagonista del teatro italiano. Brera è così: si fanno sempre incontri speciali.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Il quartiere è cambiato: meno negozi legati all’Accademia, meno gallerie, più boutique vintage. Ma c’è stata grande attenzione a preservare il gusto e l’autenticità di Brera, e il suo potere di attrazione.

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
La scarsa civiltà delle persone che usano Brera come un luogo in cui passare una serata: lasciano tracce della loro presenza che si potrebbero tranquillamente evitare, qualora utilizzassero i cestini. E trovo eccessiva la presenza di merce contraffatta, in vendita lungo le strade.

Quali sono le cose belle?
L’Accademia, con il suo orto botanico e i suoi giovani, che animano il quartiere. Le strade strette e ricche di palazzi magnifici. L’atmosfera molto milanese che si respira nei bar. Gli scorci inaspettati, come quando si arriva in piazza del Carmine da via Madonnina.

C’è un mercato e lei ci va?
Ci sono diversi mercati, e mi piace molto attraversarli: quello del lunedì di Via San Marco, dove mi fermo a osservare la frutta, la verdura, i formaggi, i fiori. Mi sembra tutto bellissimo.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
Trovo che il Comune stia facendo grandi sforzi per rendere la città più accogliente, più internazionale e più integrata. La strada intrapresa, ovvero quella dell’ascolto attento dei cittadini e della società civile, è fondamentale.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Aiutare tutti coloro che a Brera vivono, transitano o lavorano a rispettare il quartiere, osservando sia le leggi sia le norme della buona educazione: per cui, assicurarsi che le strade siano sempre pulite, ma anche che la merce contraffatta non soffochi i marciapiedi, e che via Mercato sia tenuta sgombra dai parcheggi in doppia fila che creano ingorghi disastrosi.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Ci sono aree verdi: alcune sono curate, altre meno. Si potrebbe fare di più per renderle più belle, più fiorite, più accoglienti. Il giardinetto sotto casa nostra, per esempio, è spesso eletto a…toilette a cielo aperto: sarebbe importante ricordare a tutti i proprietari di cani che le deiezioni vanno raccolte.

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Mia moglie e io abbiamo spesso a cena ospiti stranieri: li invitiamo sempre a casa, e prima di cena facciamo una passeggiata per il quartiere. È il modo migliore per farlo scoprire e amare da chi, un giorno, potrà tornare e visitarlo sentendolo già un po’ suo.