Quartieri Tranquilli

Per Creare Solidarietà, Amicizia, Sicurezza


Archivio dell'autore: Ilaria d'Andria

10 giorni con i suoi, un film di Alessandro Genovesi

Camilla ha 18 anni e vuole trasferirsi da Roma in Puglia per frequentare l’università e andare a vivere col fidanzatino. Che effetto avrà questo progetto sui genitori della ragazza? Vi anticipiamo soltanto che Carlo e Giulia Rovelli, assieme ai due figli più piccoli, decideranno di accompagnare la primogenita per conoscere la mamma e il papà di Antonio…: è da oggi nelle sale 10 giorni con i suoi di Alessandro Genovesi, terza (e chissà se conclusiva) puntata della saga partita nel 2019 con 10 giorni senza mamma e proseguita nel 2020 con 10 giorni con Babbo Natale, una commedia leggera per famiglie dove si parla di genitorialità, di dinamiche di coppia e di cambiamenti e anche se situazioni e battute sono un po’ col freno a mano e non sempre centrate il tutto scorre, è rassicurante, scaccia i pensieri e si fa vedere con piacere, merito anche degli interpreti, oltreché i già rodati Fabio De Luigi e Valentina Lodovini stavolta ci sono Dino Abbrescia e Giulia Bevilacqua.

 

 

Il mio giardino persiano, un film di  Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha 

La settantenne Mahin, stanca della sua lunga vedovanza, decide che è arrivato il momento di ricominciare a vivere e di mettersi alla ricerca di un uomo, sfidando il regime del suo paese, l’Iran, che schiaccia i diritti femminili. L’incontro con un tassista suo coetaneo semplice e gentile – incontro favorito dalla donna – dà una svolta decisamente anomala per un film ambientato in quel paese: Faramarz e Mahin si ritrovano a casa di lei, iniziano a chiacchierare e a bere del buon vino rosso, lei intanto prepara una molto invitante torta all’arancia da gustare dopo, ascoltano musica, ballano, si seducono, si fanno la doccia insieme… Se fossimo altrove il lieto fine sarebbe quasi una certezza, ma siamo in Iran. È da oggi nelle sale Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha (cui lo scorso febbraio fu vietato di andare alla Berlinale per accompagnarlo), un bellissimo film, intimo e struggente, che racconta l’incontro tra due solitudini e la possibilità di un amore tardivo, magnifici i due interpreti, Lily Farhadpour e Esmaeel Mehrabi, non perdetevelo e se vi è possibile scegliete la versione originale con sottotitoli.

A complete unknown, un film di James Mangold

L’arrivo a diciannove anni a New York nel 1961, gli incontri col molto malato Woody Guthrie e con Pete Seeger e Joan Baez, gli esordi nella scena musicale fino al passaggio al rock al Folk Festival di Newport del 1965: l’attesa è finita, arriva oggi nelle sale A complete unknown, il film di James Mangold che si concentra su quattro anni della vita di quel ragazzo scontroso, un perfetto sconosciuto arrivato con pochi soldi in tasca dal Minnesota, senza la pretesa di volerne svelare l’enigma, magnifico Timothée Chalamet che canta molti brani, suona la chitarra, assume la postura non volendo mai imitare l’originale ma cogliendone semplicemente l’essenza.

Nei cinema da giovedì 16 gennaio

Sono molti e di qualità i film in arrivo da oggi nelle sale, noi ne abbiamo visti tre, iniziamo la nostra presentazione settimanale con L’abbaglio, il film di Roberto Andò – ambientato nel 1860 – che racconta un episodio poco conosciuto accaduto durante la spedizione dei Mille, quando Giuseppe Garibaldi, arrivato in Sicilia e resosi conto che i Borboni erano numerosissimi, si inventò uno stratagemma per distrarli ed entrare a Palermo. Protagonisti di quella pagina del nostro passato furono Vincenzo Orsini, un colonnello palermitano, e due sbandati che dapprima si fecero arruolare tra i Mille, che poco dopo disertarono ma che in seguito si batterono, risultando decisivi salvo anni dopo rivelarsi un abbaglio, appunto. Scene di massa, battaglie, effetti speciali…: Roberto Andò riflette sul Risorgimento regalandoci una storia popolare e allo stesso tempo colta, magnifico il cast con Toni Servlllo, Salvo Ficarra, Valentino Picone e Tommaso Ragno. Protagonista del secondo titolo che abbiamo visto – Oh, Canada – I tradimenti di Paul Schrader – è Leonard Fife, un noto documentarista statunitense malato terminale il quale decide di rilasciare un’ultima intervista ai due suoi ex allievi rivelando – anche davanti all’ultima moglie – segreti, tradimenti, illusioni e delusioni. Un film d’autore – tratto dalle pagine di Russell Banks – discontinuo, forse volutamente confuso (come la memoria di Fife, che prende molti farmaci), pieno zeppo di salti temporali non sempre facili da seguire, prendere o lasciare. Chiudiamo la nostra passeggiata tra le nuove uscite con No Other Land, il bellissimo documentario di Basel AdraHamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor che racconta con stile asciutto e potente lo smantellamento da parte dell’esercito israeliano della comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, per destinare poi il territorio di questa ventina di villaggi a uso militare. Tra abbattimenti e distruzioni il palestinese Basel Adra diventerà amico del giornalista israeliano Yuval Abraham, instillando negli spettatori la speranza della pace. Ma il documentario si conclude ricordandoci che le riprese sono terminate nell’ottobre del 2023. Sono inoltre usciti il film d’animazione Toys – Giocattoli alla riscossa di Jeremy Degruson, L’uomo nel bosco di Alain Guiraudie, Amerikatsi di Michael A.Goorjian, l’horror Wolf Man di Leigh Whannell e poi prendete nota che da lunedì 20 a mercoledì 22 gennaio sarà nelle sale – oltreché The Opera. Arie per un’ eclissi di David Livermore e Gep Cucco segnalato nel pezzo precedente – Liliana, il documentario di Ruggero Gabbai che ripercorre la storia della senatrice e vita Liliana Segre.

 

20, 21 e 22 gennaio: The Opera! Arie per un’eclissi, un film di David Livermore e Paolo Gep Cucco

Due fidanzati – Orfeo ed Euridice – stanno per convolare a nozze quando uno sparo colpisce la donna a morte, trascinandola negli Inferi. In preda alla disperazione Orfeo si metterà alla sua ricerca attraversando luoghi quali scogliere, teatri abbandonati e una Parigi sommersa dalle acque…: sarà nelle sale da lunedì 20 a mercoledì 22 gennaio (con un’anteprima al Teatro alla Scala domenica 19 alle ore 19, per informazioni sui biglietti www.teatroallascala.org) The Opera! Arie per un’eclissi di David Livermore e Paolo Gep Cucco, un molto suggestivo e molto visionario viaggio pieno di musica e di arie da opere celebri (ci sono Puccini, Gluck, Vivaldi e Bellini) e di brani pop, nel ricco cast ci sono nomi celebri (Fanny Ardant, Vincent Cassel e Rossy de Palma) e voci emergenti (Valentino Buzza è Orfeo, Miriam Battistelli è Euridice).

Conclave, un film di Edward Berger

Il papa è defunto, la sede è vacante, il conclave deve riunirsi. Spetterà al britannico Thomas Lawrence fare da guida agli altri cardinali arrivati da ogni dove per scegliere quello nuovo e controllare che tutto proceda correttamente. Ma tenere a bada tensioni, interessi e ambizioni non sarà facile e saranno inevitabili scontri e colpi bassi: esce oggi nei cinema Conclave di Edward Berger (basato sul romanzo di Robert Harris), un film intrigante e claustrofobico, il cast è stellare, Ralph Fiennes parla anche quando tace e poi ci sono Stanley Tucci, Sergio Castellitto, John Lithgow e Isabella Rossellini nei panni di Suor Agnes.

Io e te dobbiamo parlare, un film di Alessandro Siani

Il toscano Pieraldo e il napoletano Antonio sono due agenti di polizia e l’attuale compagna del primo è l’ex moglie del secondo. I due, che lavorano in coppia, sono considerati poco affidabili e di conseguenza relegati a mansioni minori come il controllo dei parchi, fino a quando non si imbatteranno in un trafficante d’arte: esce oggi nei cinema Io e te dobbiamo parlare, il film di Alessandro Siani interpretato dallo stesso Siani e da Leonardo Pieraccioni, una commedia popolare che fatica a decollare e dove non si ride granché.

Mufasa – Il re leone di Barry Jenkins

Racconta le origini di Mufasa, il papà di Simba – precedendo pertanto Il re leone di trent’anni fa – Mufasa – Il re leone di Barry Jenkins – premio Oscar per Moonlight  nel 2016 -, un romanzo di formazione live action dove si parla (anche cantando) di famiglia, fratellanza, accoglienza e amicizia, ci si emoziona e ci può anche commuovere.

Diamanti, un film di Ferzan Ozpetek

Nella Roma degli anni Settanta due sorelle – una comandina, l’altra fragile alla fine si capirà perché – gestiscono la Sartoria Canova – che realizza abiti per il cinema – le cui dipendenti sono tutte donne, ciascuna col suo carico di guai: arriva oggi nelle sale Diamanti, quindicesimo film di un inspirato Ferzan Ozpetek che convoca 18 attrici – l’elenco è chilometrico, sono tutte brave, menzione speciale a Mara Venier – nei panni di diciotto donne alle prese oltreché con i problemi della vita – affrontati e superati grazie alla forza della solidarietà femminile, gli uomini sono pressoché pessimi – con quelli di registi isterici, di costumiste nervose e di primedonne rivali, la storia scorre e si fa vedere con piacere nonostante l’eccessiva lunghezza, mettetevi comodi.

Una notte a New York, regia di Christy Hall 

Una giovane donna sale su un taxi all’aeroporto di New York diretta a Manhattan e inizia a dialogare con il tassista. Col passare del tempo e l’aumentare del traffico la conversazione, dapprima abbastanza banale, si fa via via più profonda e riflessiva toccando temi come l’amore, la famiglia, il lavoro, il sesso: è da oggi nelle sale Una notte a New York, debutto alla regia della sceneggiatrice Christy Hall, un film che pur rimandando a molti titoli precedenti e nonostante possa finire con l’annoiare lo spettatore merita la visione per le ottime interpretazioni di Dakota Johnson e Sean Penn e per la bella fotografia.

Tofu in Japan – La ricetta segreta del signor Takano, un film di Mitsuhiro Mihara 

Un padre scontroso e sua figlia gestiscono nella prefettura di Hiroshima un negozietto dove si prepara il tofu secondo un’antica e segreta ricetta artigianale. La scoperta di essere malato spingerà Tatsuo a cercare un fidanzato per la non più giovanissima Haru: brilla da oggi nelle sale Tofu in Japan – La ricetta segreta del signor Takano di Mitsuhiro Mihara, una commedia – peraltro premiata all’ultimo Far East Festival – sulle piccole grandi cose della vita di tutti i giorni gentile e morbida, proprio come il tofu, regalatevela, circola la versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

Solo per una notte, un film di Maxime Rappaz

Fa la sarta Claudine, e si occupa con amore e dedizione totale al giovane figlio disabile Baptiste. Ma ogni martedì la donna si prende la giornata libera, sale su un treno e va in un albergo che si trova nei pressi della diga della Grande- Dixence laddove, grazie alla collaborazione del concierge, individua l’uomo adatto solo per una notte, lo aggancia nella sala da pranzo, sale in camera con lui e gli si concede. La cosa si ripete di settimana in settimana fino a che un ingegnere tedesco non decide di rimandare la partenza per rivederla. Come reagirà Claudine a questa inattesa decisione? È da oggi nei cinema Solo per una notte, opera prima del regista svizzero Maxime Rappaz, molto raffinato ritratto di una donna di circa cinquant’anni comune e sola – interpretata molto bene da Jeanne Balibar – che rivendica la propria sensualità e il lusso di poter ancora desiderare, non lasciatevelo sfuggire, è un piccolo gioiello.

Piece by piece, un film di Morgan Neville

VIta e arte di Pharrell Williams raccontata con le figurine Lego: brilla da oggi nelle sale Piece by piece di Morgan Neville, un molto originale biopic animato che ripercorre le varie tappe della carriera del musicista, cantante, produttore musicale americano nonché direttore creativo di Louis Vuitton dal 2023, un tripudio di immagini, colori, musica, invenzioni e fantasia che conquista anche chi – come la sottoscritta – sapeva poco per non dire niente di Williams, non perdetevelo.

Per il mio bene, un film di Mimmo Verdesca

La scoperta di essere gravemente malata e di potersi salvare soltanto con un trapianto coincide per Giovanna con la rivelazione da parte di sua madre di non essere quella biologica. Decisa a mettersi sulle tracce di colei che le diede la vita Giovanna pur tra molte difficoltà la ritroverà e con altrettante difficoltà riuscirà a costruire un legame con lei, una donna solitaria, piena di rabbia e di rancore. È da oggi nei cinema Per il mio bene, primo film di finzione di Mimmo Verdesca, una storia di speranza e di rinascita ricca di tematiche e spunti raccontata con calibro e con tre attrici in stato di grazia, Barbora Bobulova, Marie-Christine Barrault e Stefania Sandrelli, sempre brava la giovane Sara Ciocca.

 

 

 

 

 

 

 

Nei cinema da giovedì 27 novembre

Sono molti i titoli in arrivo nelle sale da oggi, anche questa settimana ce ne è per i gusti di tutti, noi ne abbiamo visti quattro, iniziamo la nostra presentazione da Hey Joe, il film di Claudio Giovannesi il cui protagonista è Dean Berry, un ex militare americano il quale nel 1971 torna a Napoli – laddove nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, aveva messo incinta una ragazza napoletana ora deceduta – per incontrare Enzo, il figlio mai conosciuto – della cui esistenza era stato informato con un telegramma spedito nel 1958, ben tredici anni prima! – , ormai un giovane uomo avviato al malaffare da un boss. C’è tanto dolore, non solo personale, c’è empatie e c’è passione in questo racconto ben scritto, dai tempi giusti e con degli ottimi interpreti, a iniziare da James Franco, un padre mancato afflitto, credibile e infinitamente dolce al quale è impossibile non voler bene e non augurare una seconda possibilità. Proseguiamo con Il corpo di Vincenzo Alfieri. Qui il protagonista è un ispettore capo incaricato di scoprire chi (e perché) ha sottratto dall’obitorio, facendolo svanire nel nulla, il corpo di Rebecca Zuin, imprenditrice di successo in campo farmaceutico morta per un attacco di cuore. I sospetti ricadono sull’infedele neo vedovo, molto più giovane della moglie e che grazie a lei ha fatto carriera… Ambiguità, amoralità, legami, segreti: il film – rifacimento dello spagnolo El cuerpo di Oriol Paulo del 2012 – è un giallo thriller suggestivo, sono centrate le atmosfere, piove pressoché sempre, è accurata la scrittura con molti colpi di scena e un sorprendente finale, funziona bene il cast con Giuseppe Battiston e Claudia Gerini. Abbiamo visto poi Piccole cose come queste, il film del regista belga Tim Mielants che racconta la storia – siamo nell’Irlanda del 1985, nei giorni precedenti il Natale – di Bill Furlong, un piccolo commerciante di carbone che scopre il trattamento disumano riservato dalle suore di un convento alle ragazze ospiti. L’uomo deciderà di non voltare la testa dall’altra parte e di andare contro l’omertà generale compresa quella della moglie. Non c’è una parola di troppo in questo film cupo e malinconico dove si torna a parlare della vicenda delle Case Magdalene, un’opera intima, senza sbavature né scene madri e dai tempi perfetti anche nella durata (96 minuti), superlativi Cillian Murphy e Emily Watson, perfida Suor Mary.  La nostra passeggiata tra le nuove uscite si conclude con Sulla terra leggeri, l’interessante e molto bella visivamente opera prima di Sara Fgaier il cui protagonista è un professore di etnomusicologia che perde la memoria dopo la morte della compagna di vita. Sarà la figlia a trovare il modo per farglieli recuperare. Nelle sale inoltre Oceania 2 di David G. Derrick Jr. e Jason Hand, The Strangers: Capitolo 1 di Renny Harlin, Freud – L’ultima analisi di Matt Brown, The garbage man di Alfonso Bergamo, Revival di Dario Germani e poi chi nel 2017 amò Loving Vincent prenda nota che da lunedì 2 a mercoledì 4 dicembre sarà nelle sale La nostra terra di Dorota Kobiela e Hugh Welkmann, che tornano alla tecnica del rotoscopio per un classico della letteratura polacca.

Nei cinema dal 21 novembre

Nei cinema da giovedì 14 novembre

Sono tante e di qualità le pellicole in arrivo nelle sale questo giovedì di metà novembre, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, iniziamo la nostra passeggiata settimanale da Giurato Numero 2, il film di Clint Eastwood che racconta la storia di un giovane uomo (con un passato di alcolismo) in attesa del primo figlio convocato a prendere parte, a Savannah in Georgia, della giuria in un processo per l’omicidio di una donna. Ma Justin Kemp, questo il nome del giurato numero 2, all’inizio dei dibattimenti e della ricostruzione dei fatti inizia a sospettare con sorpresa di essere stato lui il responsabile involontario, con la sua macchina in una notte piovosissima, della morte di Kendall Carter (pensava di aver messo sotto un cervo), e non l’imputato, un tipo violento e con dei trascorsi, il colpevole perfetto, insomma. E mentre Justin per pulirsi la coscienza vorrebbe salvare il ragazzo incriminato ma pure se stesso,  i tempi del verdetto si allungano… Il 94enne Clint Eastwood torna a riflettere sulla relazione imperfetta tra giustizia verità in un dramma legale perfetto, lineare, cristallino, essenziale, nitido e ben scritto, superlativo il cast con Nicholas Hoult, Toni Colette, J.K. Simmons e Kiefer Sutherland, buona visione, circola anche la versione originale con sottotitoli in italiano. Proseguiamo con Il gladiatore II di Ridley Scott, l’atteso seguito de Il gladiatore, campione di incassi 24 anni fa. In questa seconda puntata il protagonista è Lucio Vero il quale, catturato in Numidia, verrà portato a Roma e comprato per combattere al Colosseo – sulla scia del padre Massimo Decimo Meridio (indimentiìcato Russell Crowe, che qui si rivede in qualche frammento) – come gladiatore. Rinoceronti galoppanti, squali, combattimenti, intrighi, tanta azione e scene di massa, lo spettacolo c’è e non ci si annoia nonostante la lunghezza e al netto dell’eccesso di sangue, Paul Mescal se la cava anche se Denzel Washington gli ruba la scena, detto ciò Il Gladiatore del 2000 resta insuperabile. Nelle sale da oggi inoltre Non sono quello che sono,  personale trasposizione ai giorni nostri e in romanesco – siamo nel litorale romano, tra malaffare e malavita – dell’Otello shakespeariano diretta da Edoardo Leo (che si cala nei panni di Iago). Le atmosfere sono giuste ed efficaci, ci sono cupezza e squallore e Leo si conferma un regista maturo nonché coraggioso. Arriva da Singapore Stranger Eyes – Sguardi nascosti di Siew Hua Yeo, un film che attraverso la vicenda del  misterioso rapimento di una bimba in seguito al quale i genitori iniziano a ricevere strani dvd contenenti dei filmati che li ritraggono anche in momenti intimi vuole riflettere su una società che spia e sorveglia la vita quotidiana. Finiamo la nostra passeggiata tra le nuove uscite con La cosa migliore, il film di Federico Ferrone che racconta la vicenda del giovane Mattia che, in seguito alla morte del fratello della quale si sente il responsabile, lascia la scuola e va a lavorare in fabbrica, dove fa amicizia col collega Murad, un marocchino poco osservante delle regole della sua religione al contrario del fratello Rashid che avvicinerà Mattia all’Islam. Andatosene di casa per i rapporti sempre più difficili coi genitori e dopo una delusione d’amore Mattia sarà lì lì per prendere una soluzione estrema… Si parla di bene e di male, di scontri tra culture, della fragilità giovanile e di quella che si rivela poi la cosa migliore in questo film realistico e coinvolgente, empatico, senza stereotipi e con un buon gruppo di interpreti, a cominciare dall’intenso Luka Zunic nei panni di Mattia. Nelle sale inoltre La banda di Don Chisciotte – Missione mulini a vento di Gonzalo Gutierrez, This Time Next Year – Cosa fai a Capodanno? di Nick Moore, Snow e Splash – Il mistero dei buchi scomparsi di Teemu Nikki, Ping pong – Il ritorno di Deng Chao e Yu Baimei, Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo di Radu Jude, Desiré di Mario Vezza, Real di Adele Tulli e Giuseppe Taliercio – Il delitto perduto di Mario Chiavalin.

Anora, un film di Sean Baker

Ha vinto la Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes Anora, la commedia diretta (e anche scritta e montata) da Sean Baker la cui protagonista è una prostituta di Brooklyn che dopo aver fatto sesso col figlio di un oligarca russo viene invitata da costui nella sua villa faraonica. Ivan, di sovente strafatto, la porta poi a Las Vegas, dove se la sposa. Una svolta per Anora, la quale può così finalmente chiudere con la vitaccia di prima. Ma la sua felicità è un’illusione, informati delle nozze i genitori del giovane mandano degli scagnozzi per annullarle e il film da una moderna Cenerentola si trasforma in un gangster movie concitato, caotico, urlato, a tratti divertente e spassoso ma eccessivamente lungo.