Archivio dell'autore: Ilaria d'Andria

JOKERS, ART CAN SAVE A LIFE, un docufilm di Michela Scolari

Non sapevo nulla di Parada. So molto dopo aver partecipato lunedì 26 maggio al cinema Anteo di Milano alla proiezione in anteprima di Jokers, Art Can Save a Life, il docufilm diretto da Michela Scolari che ripercorre la storia di un miracolo sociale, di una realtà di speranza, amore e futuro che attraverso l’arte circense, lo sport e il sostegno educativo ha fronteggiato il fenomeno dei tantissimi minori invisibili che dopo la caduta della dittatura di Ceausescu nel 1989, abbandonati dalle famiglie oppure in fuga da situazioni di maltrattamento e violenza, trovarono rifugio al di sotto dei tombini delle principali vie di Bucarest – dove si lavavano, sniffavano colla e mettevano i propri panni ad asciugare sui tubi del riscaldamento cittadino – fino a quando, e siamo nel 1992, il clown franco-algerino Miloud Oukili si avvicinò a quei bambini e li portò fuori dalle fogne dando loro un’alternativa e una possibilità di riscatto e rinascita. Quei bimbi oggi sono degli artisti internazionali – Jokers, Art Can Save a Life ne mostra gli spettacoli, non solo a Bucarest, anche in Italia e in Francia – che attraverso il film hanno voluto dirgli grazie. I proventi del docufilm andranno a sostenere la costruzione di Casa Iuliana Dobrescu, ovvero di un luogo in grado di accogliere le donne vittime di violenza per reinserirle poi nella società. Jokers, Art Can Save a Life nel mese di luglio sarà proposto alla Marateale 2025 e in autunno a Parma, Cesena e Brescia, per saperne di più sulla storia della Fondazione Parada e per conoscere le sue attività ed i progetti, resi possibili dall’aiuto dei privati cittadini e di alcune Istituzioni, vi rimando a https://parada.it/.

 

 

 

 

 

 

 

L’amico fedele, un film di Scott McGehee e David Siegel

Un famoso scrittore si è suicidato e alla sua migliore amica, una scrittrice con blocco creativo, vengono affidati un volume dedicato alla corrispondenza del defunto più Apollo, un maestoso alano arlecchino, perché secondo la neovedova questi erano i desideri di Walter. La convivenza forzata di Iris e Apollo non parte nel migliore dei modi – tanto più che nel suo piccolo appartamento in affitto i cani non sono ammessi – ma poi col tempo tra i due si instaura un inatteso legame che aiuta la donna a ritrovarsi, complice anche la scrittura… Amicizia, l’elaborazione del lutto, l’accettazione dei cambiamenti: arriva oggi nelle sale L’amico fedele di Scott McGehee e David Siegel, una commedia che affronta temi profondi senza sbagliare un tono, Naomi Watts è in stato di grazia, Bill Murray lascia come sempre il segno e l’alano Bing ha una presenza scenica che non passa inosservata e degli occhi che bucano lo schermo.

 

 

Fino alle montagne, di Sophie Deraspe

Mathyas lascia il Canada e si trasferisce in Provenza all’inseguimento di un sogno: fare il pastore, occuparsi di un gregge e di seguito scriverci un libro sopra. Qualcuno – pur non dandogli molto credito – gli offre una chance e così il giovane sperimenta le asperità del mestiere. Quando poi Élise, un’impiegata conosciuta in un ufficio pubblico, molla il lavoro e si unisce a lui i due partono assieme a 800 pecore birichine per la transumanza. Ma la durezza e le avversità della vita pastorale si scontreranno con la visione romantica e idealizzata che Mathyas si era fatto. Arriva oggi nelle sale Fino alle montagne di Sophie Deraspe, una storia di rinascita semplice, realistica e coinvolgente.

Fino alle montagne

Un film di Sophie Deraspe

Fino alle montagne

Un film di Sophie Deraspe

Scomode verità, un film di Mike Leigh

Pansy è una casalinga frustrata in preda all’ ansia, al rancore e alla paura da che si sveglia la mattina. Arrabbiata col mondo intero, ce l’ha con tutti, litiga e insulta chiunque – il marito, il figlio, la dentista, la cassiera al supermercato, la cliente in coda -, ma la prima persona con la quale è in guerra è proprio se stessa, Suo contraltare è la sorella Chantelle, donna mite e accogliente con due figlie sempre sorridenti. E sarà proprio un dialogo tra le due sorelle davanti alla tomba della loro mamma a riaprire antiche ferite e a segnare (forse) una speranza di rinascita per Pansy. Arriva oggi nelle sale Scomode verità, il nuovo film di Mike Leigh dove il regista inglese ci porta col suo tocco speciale, privo di pietismi ma non privo di compassione, dentro i disturbi e le incrinature dell’animo di una donna, facendoci vivere la sua rabbia, splendida Marianne Jean-Baptiste, che ritroviamo a 30 anni di distanza da Segreti e bugie. Un consiglio: se vi è possibile vedetelo in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Dal 3 all’8 giugno 2025 in luoghi vari: Milano Film Fest

Il concorso per lungometraggi (a presiedere la giuria James Franco), il concorso per cortometraggi, la sezione Controcampo, il focus sulla serialità, la sezione MalaMilano con il focus sui film poliziotteschi girati a Milano, l’iniziativa speciale Scintille, che si propone di portare i film nei luoghi della vita quotidiana, l’omaggio a Enzo Jannacci, il tappeto rosso, la musica, gli eventi fuori concorso, le mostre, gli ospiti, i premi e molto moltissimo altro: è tutto pronto, è cominciato il conto alla rovescia, inizia martedì 3 giugno – dislocato tra Piccolo Teatro Strehler, cinema Anteo e altri luoghi di cultura del capoluogo lombardo – Milano Film Fest, la nuova manifestazione per celebrare i tanti volti del mondo dell’audiovisivo la cui direzione artistica è affidata a Claudio Santamaria, il titolo inaugurale sarà June & John di Luca Besson, girato con un iPhone (appuntamento il 3 al Piccolo Teatro Strehler alle 21.30), quello di chiusura (sabato 7 alle 21 sempre al Piccolo Teatro Strehler) il norvegese The Ugly Stepsister, opera prima di Emilie Blichfeldt, rivisitazione horror di Cenerentola, per conoscere programma (in aggiornamento), per informazioni sui biglietti e su tutto il resto vi rimando a www.milanofilmfest.it.

 

Fuori, un film di Mario Martone

Roma, 1980, d’estate. Tre donne molto diverse tra di loro – si sono conosciute dietro le sbarre di Rebibbia – continuano a cercarsi e a frequentarsi anche fuori, per le strade di Roma. Vagano sotto il sole, completandosi e compensandosi a vicenda, nelle gioie e nelle disperazioni. Una di loro è Goliarda Sapienza, scrittrice 55enne di non (ancora) riconosciuto talento, spaesata, senza lavoro, senza soldi e sotto sfratto. Ma il vero carcere è dietro le sbarre oppure è fuori, tra i cosiddetti liberi? Arriva oggi nelle sale Fuori, il film di Mario Martone (scritto assieme a Ippolita di Majo) ambientato nel 1980 quando la scrittrice Goliarda Sapienza finì per pochi giorni in galera per aver rubato a casa di un’amica alcuni gioielli tentando poi di rivenderli, galera dove legò con alcune detenute, in particolare con Roberta.  Fermatevi durante i titoli di coda, quasi alla loro fine c’è il frammento di un’intervista del 1983 di Enzo Biagi a Goliarda Sapienza, in cui la scrittrice, circondata soltanto da uomini, parla della propria esperienza del carcere spiegando come lì dentro abbia respirato la libertà.

Mission: Impossible – The Final Reckoning, un film di Christopher McQuarrie

Per salvare il pianeta dalla distruzione totale il coraggioso agente segreto Ethan Hunt e i suoi collaboratori devono sbloccare un potentissimo sistema di intelligenza artificiale – the entity – e per farlo bisogna trovare una chiave. Missione assai complessa, tantopiù che Ethan riavrà a che fare con Gabriel, uno spietato cattivone collegato al suo passato, già noto agli spettatori del settimo capitolo: l’attesa è finita, arriva oggi su un numero enorme di schermi Mission: Impossible – The Final Reckoning di Christopher McQuarrie, ottava e chissà se davvero ultima puntata della celebra saga iniziata nel 1996 con la regia di Brian De Palma, il film è fluviale (poco meno di tre ore), le scene d’azione (su tutte quella nel sottomarino russo affondato, quella delle acrobazie sui biplani in volo e quelle sui ghiacci) sono notevoli, il resto – leggi: i dialoghi, la narrazione – alla lunga si fa sentire. In quanto a Tom Cruise – 63 anni a luglio – corre a perdifiato, si inabissa, dimostrandone 30 di meno.

 

Paternal leave, un film di Alissa Jung

La quindicenne Leo parte dalla Germania per la Romagna – senza dire nulla alla madre – per incontrare il padre, che non l’ha voluta e di cui conosce il nome. Lo troverà, è un insegnante di surf irresponsabile e immaturo che ha una compagna, che sta tentando di fare il padre della figlioletta di quattro anni e che non riesce a capire perché ha cancellato una parte del suo passato: esce oggi Paternal leave, esordio alla regia di Alissa Jung, un film dove si parla di una paternità mancata forse ritrovata e di fragilità con tocco sensibile, asciuttezza e senza lacrime facili, bravo Luca Marinelli ma la rivelazione è Juli Grabenhenrich nei panni di Leo, adolescente oltremodo orgogliosa e infinitamente bisognosa d’amore.

Sex, un film di Dag Johan Haugerud

Due spazzacamini norvegesi discutono di sesso in ufficio. Uno ha sognato David Bowie, che gli parlava e lo guardava facendolo sentire una donna; il collega gli racconta a sua volta di aver fatto sesso con un cliente. Peccato che la moglie, cui ha confessato il tradimento, l’abbia presa malissimo e abbia cominciato a chiedersi se debba considerare gay il marito… Sesso, libertà, identità: arriva oggi nelle sale Sex di Dag Johan Haugerud, secondo capitolo della trilogia che esce però per ultimo, un film molto scritto fatto pertanto in prevalenza da dialoghi, è necessaria un poco di pazienza da parte dello spettatore, qui più che in Dream e Love, ma la pazienza verrà ampiamente ripagata, non perdetevelo.

One to One: John & Yoko, un film di Kevin Macdonald e Sam Rice-Edwards

Dal 1971 al 1973 John Lennon e Yoko Ono si trasferirono nel West Village newyorkese in un bilocale. Oltreché guardare – dal letto – molta tv la celebre coppia frequentava attivisti quali Jerry Rubin e Abbie Hoffman, coi quali Lennon pensò a un tour per finanziare la liberazione di prigionieri politici, tour poi sfumato per non essere espulso dagli Usa. Andò in porto invece l’unico concerto americano dell’ex Beatles a favore di bambini disabili, concerto il cui nome fu One to One, proprio come il documentario su quel periodo diretto da Kevin Macdonald e Sam Rice -Edwards nelle sale da oggi a mercoledì 21 maggio. Contiene audio, immagini di repertorio, video inediti, registrazioni di conversazioni telefoniche, prendete posto e buona visione.

Il quadro rubato, un film di Pascal Bonitzer

André Masson, esperto d’arte che lavora in una casa d’aste, riceve una lettera che gli rivela l’esistenza, a casa di una modesta famiglia di Mulhouse, ai confini con la Germania, di un dipinto di Egon Schiele. Masson, accompagnato dall’ex moglie Bertina, altrettanto esperta d’arte, pur molto scettico sull’autenticità del quadro, si mette in viaggio per andare sul posto, vederlo da vicino e fare una perizia: si tratta de I Girasoli, un’opera del 1914 dell’artista austriaco – ispirata a Von Gogh – sottratta a una famiglia ebrea di collezionisti dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale: non vi riveliamo nulla di più di Il quadro rubato di Pascal Bonitzer, una commedia sul mondo dell’arte che trae spunto da una storia vera, è nelle sale da oggi, è intricata e intrigante, è ben scritta e molto godibile, buonissima visione.

 

 

Storia di una notte, di Paolo Costella

La morte del figlio primogenito travolge il matrimonio di Piero ed Elisabetta, coppia consolidatasi nel tempo. Che però a causa di quel dolore insopportabile si sfalda. Ma qualche anno dopo – alla vigilia di Natale, in un’inedita Cortina – il destino continuerà ad accanirsi e una notte in ospedale li costringerà a confrontarsi con il riemergere dei traumi e delle ombre del passato…: arriva oggi nelle sale Storia di una notte di Paolo Costella, un dramma familiare dove si parla di dolore e dell’elaborazione del lutto, non tutto funziona e si fa un po’ fatica ad emozionarsi, bravi Giuseppe Battiston e Anna Foglietta.

 

Ritrovarsi a Tokyo, un film di Guillaume Senez

Premessa: in Giappone, quando ci si separa, viene riconosciuto come affidatario esclusivo dei figli soltanto un genitore. Non esiste l’affido congiunto, pertanto l’altro non ha più alcun diritto. E in Giappone vive e lavora (non a caso come tassista) Jay, un francese alla ricerca della figlia che non vede da quando ha divorziato. Ma finalmente un giorno…: arriva oggi nelle sale Ritrovarsi a Tokyo di Guillaume Senez, un film struggente e sensibile ma senza retorica e con un ottimo Romain Duris che parla di legami familiari e di leggi assurde, non perdetevelo, circola anche la versione in lingua originale con sottotitoli.

Black Bag – Doppio gioco, un film di Steven Soderbergh

George Woodhouse e Kathryn St. Jean sono due agenti segreti. Non hanno figli, sono innamoratissimi e vivono in una casa molto bella. Un giorno la fiducia dell’uomo viene messa alla prova: nell’intelligence britannica per la quale lavorano si annida un traditore, i sospettati sono cinque, uno – oppure una – di loro ha trafugato il software di nome Severus. Cinque sospettati si diceva, tra cui c’è anche Kathryn… Bugie, segreti, dubbi e doppi giochi: esce oggi Black Bag – Doppio gioco di Steven Soderbergh, una sofisticata ed elegante storia di spie con molti dialoghi, molta confezione e poca azione ma non per questo meno avvincente.

Julie ha un segreto, un film di Leonardo Van Dijl

La liceale Julie è una talentuosa giocatrice di tennis, prossima a venire selezionata dalla federazione nazionale. Quando Aline, sua compagna di squadra, si suicida e l’allenatore viene sospeso e indagato tutti cominciano a chiederle se sa qualcosa a riguardo. Julie sceglie di stare zitta…:arriva oggi nelle sale Julie ha un segreto di Leonardo Van Dijl, un film che affronta importanti temi attuali e si pone domande con stile asciutto e molto efficace senza retorica né sbavature, bravissima l’esordiente Tessa Van den Broeck.

Arsa, regia di Masbedo

Arsa – orfana del padre scultore che continua a vedere nei suoi ricordi – ha 18 anni, vive in un’isola in totale solitudine – zero contatti, niente telefono – in una capanna sul mare e si guadagna da vivere raccogliendo materiali di risulta che lei poi trasforma in oggetti originali. Riuscirà l’arrivo di Andrea – sbarcato sull’isola assieme a due amici per fare cinema – a far uscire Arsa dall’isolamento? Arte, natura, paesaggio, colori, immagini, sentimenti…:sono tanti i temi, i simboli e gli spunti di riflessione di Arsa di Masbedo (duo artistico composto da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), non tutto è risolto, c’è molto (troppo) da codificare ma se ne resta affascinati e suggestionati.

Una figlia, un film di Ivano De Matteo

Sofia è un’adolescente orfana di madre insofferente alla nuova compagna del padre. L’ennesima discussione tra le due donne – provocata sempre dal rancore e dall’incomprensione della ragazza – sfocerà nell’irreparabile. Sofia verrà arrestata e Pietro dovrà gestire un dramma emotivo immenso: arriva oggi sugli schermi Una figlia di Ivano De Matteo, regista che predilige tematiche complesse e molto dolorose, qui raccontate senza fronzoli senza giudizi e senza toni rassicuranti.

In viaggio con mio figlio, un film di Tony Goldwyn

Max è un comico dalla carriera in crisi nonché padre divorziato di un figlio autistico di undici anni che vive con l’ex moglie Jenna. A seguito dell’espulsione dalla scuola di Ezra i medici indicano un percorso terapeutico, cosa che manda su tutte le furie Max il quale senza pensarci due volte decide di rapirlo in piena notte. Per padre e figlio sarà l’inizio di un folle viaggio attraverso l’America, viaggio che alla fine non cambierà soltanto le loro vite: esce oggi nelle sale In viaggio con mio figlio di Tony Goldwyn, un film che affronta la genitorialità e soprattutto la difficoltà di essere genitore di un figlio autistico senza cadere nella banalità e senza sbagliare un tono, si sorride, si ride, ci si commuove. Applausi al cast: Bobby Cannavale entra magnificamente nei panni di Max, William Fitzgerald affronta con misura il ruolo di Ezra e poi c’è Robert De Niro, nonno scorretto ex chef.