I vincitori della sesta edizione del pre…
Sono stati consegnati i premi Miglioriamo Milano. La manifestazione, promossa da Fondazione Cariplo e dall’Associazione Quartieri Tranquilli, presieduta da Lina Sotis, giunta alla sesta edizione
La fortuna, il piacere e l’orgoglio di abitare in periferia e precisamente in un quartiere – Dergano – dove la voglia di conoscersi e frequentarsi è diffusa al di là dei lavori, degli impegni, delle corse di tutti.
Oggi rallegra la zona un evento speciale autogestito dai residenti con la complicità di Comune e Consiglio di zona 9: è la prima edizione di ‘Via dolce via’ (dove le strade chiuse al traffico saranno le piccole Davanzati e Guerzoni) e il blog la presenta così: <Immaginate che i grigi pali della luce si trasformino in coloratissimi sottili obelischi ricoperti di fili di lana, che in strada al posto delle auto appaiano divani e persone sedute a parlare. Immaginate musici e ballerini sotto casa, il vicino che legge ad alta voce passi del suo libro preferito, bambini e bottegai che mostrano lavori, la biblioteca rionale che esce in esplorazione sul marciapiede ad incontrare tutti …>.
Un lungo lavoro di comunicazione “quasi porta a porta” per invitare gli abitanti a partecipare alla festa e sul sito e “oltre cinquanta adesioni ottenute da persone che un po’ racconteranno di sé”, spiega Francesca Rendano di Mamusca, libreria-caffè promotrice con l’associazione Familiarmente, l’atelier Opella e il laboratorio Terra del fuoco.
Ci saranno Miyuki Ikeda e Cristina Mariotti con Bovisa Factory, Paola della Pergola con le sue attività di maglia e di tarocchi, la Scighera col Baratto-frip, il Politecnico alle prese con interviste per Plug Tv, de.de.p ‘Everyday map’ con visite guidate per la via, il guerrilla gardening di ZUP, Cap20100 e comitato giardino Carnevali, Irina Suteu che propone il nuovo Kid Express – babysitting d’emergenza e tanti altri. Gente che si conosceva solo di vista (o neanche) si avvicina e finalmente si parla? Si vedrà oggi, ore 15-20 (viadolcevia.wordpress.com ).
In che misura (organizzativa, economica, relazionale) il quartiere può arricchire chi ci abita? Se si rompe la barriera della vergogna e si chiede aiuto all’idraulico del piano sopra, alla studentessa di sotto, all’anziana dirimpettaia sempre in casa… davvero ci migliora la vita?
Massimiliano Leiter, direttore creativo e papà di due bambine, ne è sicuro: “Tra vicini di casa e di negozio ci sono bisogni complementari che uno neanche si immagina: se si impara a fare reciproco affidamento, il risparmio di tempo e denaro arriva naturalmente”. Da questa intuizione lui è partito per sviluppare una piattaforma collaborativa che si adatta ad ogni micro zona di Milano, viciniDcasa.com, dove ognuno deve registrarsi con residenza, bisogni e disponibilità.
E forte di un finanziamento di Telecom Italia l’ha da poco lanciata a Pagano con un boom di 700 iscritti in totale.
Risorse noleggiate, scambiate, condivise? Soluzione preziosa, in questi tempi freddi di crisi.
La carica delle donne intraprendenti (e gli uomini seguono a ruota
Una nuova solidarietà tra vicini di casa prende piede a Milano, trasversale a vari quartieri: e il merito va a un manipolo di donne intraprendenti tra i 30 e i 45 anni, perfette sconosciute tra di loro, che da Bologna hanno importato l’idea delle Social street.
Nella pratica funziona così: i residenti di una strada aprono la loro pagina facebook, poi ci si ‘riconosce’ dal vivo in giro per il quartiere. E tutto si fermerebbe lì se non si aggiungesse l’ingrediente che incoraggia il salto di qualità e trasforma questi esili fili in relazioni. Ecco che entrano in gioco le promotrici delle Social Street, invece: lavorano sul senso di appartenenza, fanno emergere le difficoltà organizzative di ognuno, organizzano eventi, generano fiducia. E’ quest’ultima la parola magica: perché quando i vicini imparano a fidarsi uno dell’altro, finalmente si chiedono aiuto e diventano risorsa uno per l’altro. Con il risultato che tutti risparmiano tempo e denaro – e Strada facendo si intrecciano nuove amicizie rendendo più umana la città.