Archivio dell'autore: Antonio Galdo

La filosofia dell’orto

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L’importanza del giardino nel pensiero di filosofi e personaggi storici. Sino ai fenomeni attualissimi dell’orto sul balcone e degli orti condivisi, sempre più diffusi

L’importanza dell’orto e del giardino è celebrata dal pensiero di grandi filosofi e protagonisti della storia della letteratura. Questo spunto di riflessione mi è arrivato dai tre tomi scritti a proposito da Franco Giorgetta. La sua è un’opera poderosa, 1.700 pagine, edita da Il Profilo (info@ilprofilo.it), che costa 68 euro a volume, ma se siete appassionati di questi temi potete fare un fantastico regalo di compleanno. E non sprecate i vostri soldi. Giorgetta ci prende per mano e ci accompagna nell’universo dei Pensieri Forti, a proposito dell’importanza del verde.

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Francesco Bacone, ad esempio, ci ricorda che «Dio fu il primo a piantare un giardino». Per Cicerone «accanto alla biblioteca serve un giardino e un orto» e perfino Stalin, in età avanzata e dopo tutti i danni che aveva fatto con il suo potere criminale, voleva trasformare un’area di due milioni di chilometri quadrati dell’immensa Russia in una gigantesca foresta e in uno «sconfinato giardino».

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Adesso, e passiamo dalla storia all’attualità, l’orto e il giardino stanno fortunatamente tornando di moda. Nelle case private, negli edifici pubblici, e perfino nell’azione delle amministrazioni locali. Si sta diffondendo, per esempio, a macchia d’olio la pratica degli orti urbani: un fenomeno esploso a Roma, a Bologna, a Milano. E perfino a Napoli.

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In linea con la filosofia del Non Sprecare. Primo: non si spreca suolo, spazio, aria e benessere. Secondo: si coltivano in proprio ortaggi e fiori, con gioia di tutti, dalla propria famiglia ai vicini di casa e di strada. Terzo: si contribuisce, in modo concreto, a non sprecare la bellezza dei nostri luoghi.

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Quanto ai saggi citati da Giorgetta, mi permetto di aggiungere al suo elenco il nome di mio padre, Luigi, che purtroppo ci ha lasciato una ventina di anni fa. Era un uomo saggio, come racconto nel libro L’egoismo è finito (Einaudi), e incentivò noi figli, quattro scalmanati, a fare l’orto. Diceva così: «L’orto vi insegnerà a stare insieme, perché la terra vi sfida a non litigare». Già, stare insieme. Una bella scommessa di civiltà, di progresso, di cambiamento. Una partita che si può vincere, meglio e più rapidamente, anche grazie alla coltivazione, insieme a qualcuno, di piante di fagiolini e di pomodori.

da Il Mattino

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Alla scoperta dell’Italia sostenibile: al via la 5° edizione del Premio Non sprecare

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Sarà la LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali), uno degli atenei più “green” d’Italia, a ospitare il Premio Non sprecare, ideato da Antonio Galdo, direttore del sito www.nonsprecare.it,  e giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
Il concorso di idee  promuove progetti e buone pratiche economiche e sociali che mettano in discussione il paradigma contemporaneo dello spreco per favorire sostenibilità a tutto campo, consumi consapevoli e responsabili, nuovi stili di vita semplici e partecipativi e, soprattutto, una sana e stabile crescita economica che si traduca in un effettivo progresso sociale.
L’iniziativa si rivolge a diversi segmenti della società civile e si articola in cinque sezioni (Personaggio, Aziende, Istituzioni e Associazioni, Scuole, Giovani) rivolte a persone fisiche e/o giuridiche che abbiano realizzato, nel 2014, originali e utili iniziative anti spreco. La sezione Giovani, all’esordio quest’anno, si rivolge a singoli individui o gruppi di persone, di età compresa fra i 20 e 30 anni, che presentino idee innovative per possibili start-up future o potenziali iniziative sociali che incarnino al meglio lo spirito del Premio, e che, dunque, si inseriscano e contribuiscano allo sviluppo delle nuove direzioni aperte dalla Green e dalla Sharing Economy.
Per la prima volta, il Premio Non sprecare si avvale quest’anno della collaborazione scientifica e logistica dell’Università LUISS “Guido Carli” di Roma, perché, come spiega il suo Direttore Generale, Giovanni Lo Storto, “la sostenibilità economica, sociale e ambientale è un obiettivo particolarmente sentito dall’Università, che è attivamente impegnata, a livello didattico come di ricerca, nella diffusione e nell’ applicazione dei suoi principi dentro e fuori i confini dell’Ateneo”.
Studi condotti da docenti e studenti LUISS hanno fornito dati impressionanti sulle dimensioni e le implicazioni degli attuali livelli di spreco, nel mondo come nel nostro Paese. Si calcola, ad esempio, che globalmente venga sprecato il 50% del peso totale dei prodotti alimentari: sia nei paesi ricchi (in casa, al ristorante e nei supermercati) sia nei paesi poveri ( durante i trasporti e nei centri di stoccaggio). In Italia si gettano oltre 25 tonnellate di beni alimentari all’anno, il cui costo si aggira intorno ai 30 miliardi di euro (pari al 2% del PIL), a fronte di oltre 7 milioni di cittadini che non possono permettersi una dieta equilibrata.
“Questi numeri – commenta il DG Giovanni Lo Storto – denotano squilibri economicamente irrazionali e socialmente insostenibili. La LUISS e il Premio Non sprecare, uniti da una sensibilità comune, intendono contribuire attivamente allo studio e la riforma di tali squilibri, coinvolgendo la realtà accademica e la società civile in una innovativa ricerca di alternative e svelando, al contempo, un’Italia che concretamente e tutti i giorni costruisce i tasselli di una nuova visione di crescita economica e sviluppo sociale”.
E il Prof. Sebastiano Maffettone, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, aggiunge: “Lo studio della sostenibilità apre nuove traiettorie concettuali e ci spinge a mettere criticamente in discussione norme individuali, sociali, economiche e politiche che fino a pochi anni fa parevano solide e inattaccabili. Da tempo studenti, professori e amministrazione LUISS sono impegnati in una battaglia per la sostenibilità. Il Premio Non sprecare sottolinea e rende pubblico  il profondo senso sociale e politico di questa battaglia”.

Oltre che della partnership con la LUISS “Guido Carli”, che organizzerà e ospiterà la cerimonia di consegna del Premio il 26 Novembre 2014, l’iniziativa si avvale di importanti collaborazioni con altre realtà di prestigio, quali: il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la FAO–Save Food Initiative, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la RAI Radio1, l’Università “La Sapienza” di Roma, il Gruppo editoriale Banzai, e la Fondazione Catalano .

Le candidature possono essere presentate online visitando il sito http://www.nonsprecare.it/premio

Oltre alla possibilità di presentare i propri progetti ad un pubblico ampio, competente e interessato, i vincitori riceveranno, in linea con la filosofia del Premio, un quantitativo di prodotti biologici pari al proprio peso corporeo.

L’edizione 2013 del Premio ha visto la partecipazione di oltre 250 candidature provenienti da tutte le regioni d’Italia. Tra queste, si sono distinte l’ Acqua SpA Toscana, impresa che garantisce elevati standard qualitativi del servizio acquedotto nonché del sistema di depurazione, la quale coinvolgendo comuni, famiglie e istituzioni scolastiche nel progetto “Acqua Buona”, ha convinto 16.000 studenti a bere l’acqua del rubinetto. Il gruppo Gioel ha invece brevettato sistemi di sanificazione di ambienti domestici e professionali incentrati sull’uso del vapore, che consentono di ottenere un pulito sicuro ed ecologico senza l’uso di detersivi.  Si evita così di scaricare nelle fognature oltre 9 litri di residui chimici pro capite l’anno, nonché di evitare la produzione di 5 kg annui pro capite di rifiuti derivanti dai contenitori e imballaggi dei detersivi.

Economia condivisa

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Economia condivisa: auto, vacanze, case… Stiamo tornando a stare insieme

Car sharing e piattaforme di scambio di beni e servizi sono soltanto alcuni esempi. La nuova civiltà del condividere e dello stare insieme avanza a larghe falcate in Italia

Sharing economy, ovvvero l’economia condivisa. Non è una moda, o la solita tendenza mordi e fuggi. È un cambiamento radicale che sta modificando alla base alcuni stili di vita degli italiani, producendo più benessere e perfino nuovi posti di lavoro.

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Qualche esempio? Aumentano i condomini che condividono dalla badante al personale di servizio, e questo significa meno costi per le famiglie e più opportunità di impiego per migliaia di persone. Esplode in alcune città il car sharing: a Milano gli operatori di questo settore sono già tre, le macchine in affitto che circolano sono diventate 13mila e sono stati creati centinaia di posti di lavoro.

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Il web ribolle di economia condivisa: le piattaforme collaborative in Italia sono ormai 260, delle quali 160 si occupano di scambio e condivisione. Puoi scambiare una vacanza, una stanza, unposto letto, una casa, qualsiasi oggetto che non utilizzi più. E anche in questo caso c’è nuovo lavoro, visto che le piattaforme della condivisione generano occupazione e opportunità, e perfino ottimi affari per chi investe.

Dario Di Vico, un giornalista molto attento al cambiamento ed ai nuovi fenomeni della società italiana, racconta sul Corriere della Sera una storia davvero singolare. Quella di Flubes, una piattaforma sul web, finanziata dal ricco imprenditore Renzo Rosso, “nata per formare squadre di calcetto, mettendo insieme persone che non si conoscevano affatto” e adesso cresciuta fino a un’intesa con Adidas.

È la nuova civiltà del condividere e dello stare insieme che avanza a larghe falcate in Italia, quella che abbiamo raccontato nel libro L’egoismo è finito (Einaudi) e che diffondiamo con il nostro sito.

“Dalla a me”: un inno antispreco

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Ho sentito alla radio un brano nuovo che fa per noi di Non sprecare. Si chiama “Dalla a me” (io sicuramente non la spreco). È il nuovo singolo del progetto Rezophonic, un’idea del batterista Mario Riso, i cui proventi andranno in beneficenza. La canzone sta avendo ottimo successo, il che mi pare interessante perché in pratica è un inno musicale contro lo spreco.

Ho sentito alla radio un brano nuovo che fa per noi di Non sprecare. Si chiama “Dalla a me” (io sicuramente non la spreco). È il nuovo singolo del progetto Rezophonic, un’idea del batteristaMario Riso, i cui proventi andranno in beneficenza. La canzone sta avendo ottimo successo, il che mi pare interessante perché in pratica è un inno musicale contro lo spreco.

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«Dalla a me (io sicuramente non la spreco) vuole mettere in evidenza quanto il superfluo e lo spreco siano diventati aspetti inconsapevoli della nostra quotidianità, a tal punto da mettere in difficoltà la vita oltre che la nostra libertà – racconta Mario Riso – Se non hai la possibilità di aiutare gli altri donando tempo o soldi, puoi stare attento a non sprecare ciò di cui disponi. Questo è sicuramente un bel modo per restituire una terra migliore a chi verrà». Questo concetto Mario Riso lo ha messo in musica: ha unito, infatti, il mondo del rock e del rap e ha coinvolto personaggi dello spettacolo e dello sport, per la prima volta insieme per ricordare quanto sia sciocco sprecare.

«Dalla a me (io sicuramente non la spreco) vuole mettere in evidenza quanto il superfluo e lo spreco siano diventati aspetti inconsapevoli della nostra quotidianità, a tal punto da mettere in difficoltà la vita oltre che la nostra libertà – racconta Mario Riso – Se non hai la possibilità di aiutare gli altri donando tempo o soldi, puoi stare attento a non sprecare ciò di cui disponi. Questo è sicuramente un bel modo per restituire una terra migliore a chi verrà». Questo concetto Mario Riso lo ha messo in musica: ha unito, infatti, il mondo del rock e del rap e ha coinvolto personaggi dello spettacolo e dello sport, per la prima volta insieme per ricordare quanto sia sciocco sprecare.

Muri a colori

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Dovete tinteggiare i muri di casa e dopo aver chiesto il parere dell’imbianchino state per cambiare idea di fronte al prezzo così alto del preventivo? Niente panico perché vi spieghiamo come dipingere le pareti di casa in maniera facile ed economica.

Prima di cominciare armatevi di un rullo, una paletta, una pennellessa, un pennello piccolo per rifinire gli angoli, una spugna, il fissativo, una bottiglia di acquaragia, una griglia per strizzare il rullo, alcuni teli di nylon o di plastica, della carta abrasiva e dello stucco.

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A questo punto dovete scegliere il colore con cui dipingere i muri. Un’idea originale sarebbe quella di utilizzare un colore diverso per ogni stanza. Sul mercato potete trovare diversi tipi di pittura: da quella acrilica che ha un’elevata copertura a quella isolante che costa un pò di più rispetto alle altre ma è in grado di migliorare l’isolamento termico e acustico delle pareti. Cercate di scegliere bene quella che più si adatta ai diversi ambienti della vostra casa: ad esempio per la cucina sarebbe meglio quella resistente ai vapori.

Una volta recuperato tutto l’occorrente potete iniziare ad organizzare l’ambiente. Spostate i mobili e, dopo averli raggruppati al centro della stanza, copriteli con i teli. Subito dopo, coprite pavimento e i termosifoni con vecchi giornali o cartoni e isolate gli interruttori della luce, gli infissi e i battiscopa con del nastro adesivo di carta. Non dimenticate di proteggere anche i lampadari: potete adoperare teli di stoffa o plastica.

Prima di iniziare a dipingere controllate bene le pareti: se sono in cattive condizioni stuccate le eventuali crepe e con l’aiuto della carta abrasiva lisciate la superficie.

  • Versate parte della pittura nel secchio e, a seconda del tipo di pittura scelta, diluitela con acqua;
  • Prendete il pennello e cominciate a dipingere a partire dagli angoli, rifinendo gli spigoli con una pennellessa;
  • Una volta terminate le pareti potete passare a dipingere il soffitto. In questo caso è bene iniziare dall’esterno per poi proseguire poi verso il centro;
  • Lasciate asciugare e poi il giorno dopo passate una seconda mano di vernice sia sulle pareti che sul soffitto. Se create uno stacco tra il soffitto e la parete lasciando una sorta di cornice bianca lungo il perimetro superiore della stanza, l’ambiente sembrerà più ampio;
  • Con un pizzico di creatività potete anche provare a personalizzare le pareti creando degli effetti colorati e particolari. Ricordate: i colori non sono solo belli da vedere ma fanno anche bene all’umore.

Non vi resta che mettervi all’opera.

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Un dolce leggero per l’estate

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La crostata integrale è un dolce light ideale per una colazione o uno spuntino leggero senza rinunciare al gusto e alla linea.

Preparata con farina integrale ricca di fibre e marmellata senza zucchero rappresenta l’equilibrio perfetto tra bontà e salute. Ecco la ricetta:

Ingredienti:

  • 100 g di farina
  • 50 g di farina integrale biologica
  • Un albume
  • Un dl di succo di mela
  • Un cucchiaio di olio di semi di arachide o di mais
  • Mezzo cucchiaino di lievito vanigliato in polvere
  • 200 g di marmellata senza zucchero (scegliete voi il gusto che preferite)

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Preparazione:

Riunite nel mixer le due farine setacciate e aggiungete il lievito, l’albume, l’olio e il succo di mela.

Azionate fino a formare una palla di pasta, avvolgetela nella pellicola per alimenti e poi lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile e riponetela in uno stampo da crostata antiaderente. Mettete da parte la pasta rimanente: vi servirà per realizzare le strisce da riporre sulla crostata.

Ricoprite la base della vostra crostata integrale con la marmellata.

Impastate la pasta eccedente, stendete una sfoglia sottile e con l’aiuto di una rotella per dolci ricavatene tante strisce.

Dopo averle riposte sulla crostata, posizionate il dolce nel ripiano basso del forno e lasciate cuocere a una temperatura di 180 gradi per almeno 35 minuti.

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Hannah, la bambina che si ribella a McDonald’s

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«Signor Thompson, non vuole che i ragazzini siano in salute e possano vivere così una vita lunga e all’insegna del benessere?». Quando questa domanda è risuonata all’ultima assemblea degli azionisti di McDonald’s, multinazionale dei fast food (e, secondo alcuni, del junk food), la sorpresa è stata grande. Perché il “Signor Thompson” in questione era nientemeno che Don Thompson, CEO dell’azienda, e il quesito molto diretto arrivava da una contestatrice molto speciale: Hannah Robertson, 9 anni, ma coraggio da vendere e le idee molto chiare. Infatti la bambina, che ha preso la parola in una parte dell’assemblea dedicata a un momento di “domande e risposte”, ha proseguito nelle sue accuse contro il colosso dell’hamburger e le sue campagne pubblicitarie: «Non mi sembra onesto – ha aggiunto – che le grandi aziende cerchino di ingannare i ragazzi sul tema dell’alimentazione. Non è giusto che tanti bambini della mia età si stiano ammalando». LEGGI ANCHE: Hamburger vegetali, fast food amico della salute L’intervento della giovane che si ribellava al junk food ha avuto un’importante eco sui media americani e ha costretto Thompson, che si è complimentato con Hannah per il suo coraggio, ad abbozzare una difesa: «Noi non vendiamo cibo spazzatura – ha sottolineato il CEO – anche i miei figli mangiano da McDonald’s». E ha proseguito sottolineando come negli ultimi tempi l’azienda abbia messo sempre più la salute dei sui clienti al centro delle sue scelte, con informazioni nutrizionali precise sui cibi serviti e menù comprendenti anche frutta e verdura e panini meno calorici. Un tentativo di risposta che però non sembra aver scalfito il clima negativo che si sta creando negli States attorno alle industrie che propongono il cosiddetto “cibo spazzatura”, considerato il responsabile di vari problemi di salute pubblica e soprattutto dell’obesità dilagante, in particolare tra i più giovani. Una situazione che ha appunto spinto aziende come McDonald’s o Coca Cola a correre parzialmente ai ripari. Ora l’attacco di Hannah, che è una “figlia d’arte” (la madre Kia è infatti un’attivista che si batte per la diffusione di una corretta cultura alimentare tra i ragazzi), rimette il cibo spazzatura al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. E sembra confermare una tendenza secondo la quale sono proprio i più giovani a dare l’esempio: come Asean Johnson, bambino di 9 anni diventato il simbolo della protesta contro il piano per la chiusura di decine scuole pubbliche a Chicago e già ribattezzato “il nuovo Obama”. Piccoli, certo, ma con molto da insegnare a tanti adulti.

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Le piante giuste per depurare le nostre case

I consigli e le piante giuste con cui combattere l’inquinamento domestico e le sostanze nocive con cui entriamo in contatto.

Inquinamento domestico: come depurare casa con le piante giuste
[Come depurare l’aria di casa con le piante giuste]
di 

Sapete che anche in casa non siamo al riparo dall’inquinamento? La maggior parte delle sostanze nocive con cui entriamo in contatto quando siamo all’esterno si concentra anche negli ambienti interni sommandosi alle altre molecole inquinanti provenienti dai prodotti chimici utilizzati in casa, dai fornelli e dai batteri che si annidano sui tessuti e sui tappeti.

Addirittura, secondo i dati rilevati dallo studio Iaiaq finanziato dalla Ue, in Europa il 3 per cento di tutte le malattie sono causate dall’inquinamento indoorOltre alle polveri sottili, tra le altre sostanze che quotidianamente minacciano la nostra salute troviamo anche muffe, acari e monossido di carbonio. Ne derivano asma, patologie cardiovascolari, malattie respiratorie, allergie, intossicazioni da monossido di carbonio e in alcuni casi anche il tumore del polmone.

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In generale, la ricerca evidenzia che i danni alla salute dipendono comunque da più fattori come ad esempio l’esposizione a più inquinanti, la durata del tempo trascorso all’interno di quel determinato ambiente e una predisposizione individuale alle diverse patologie: i bambini e gli anziani ad esempio possono essere più vulnerabili.

Uno dei maggiori rischi a cui possiamo andare incontro in casa è la formaldeide, un gas incolore accusato di favorire i tumori del naso e della laringe e le leucemie. Sono diversi gli oggetti di uso quotidiano contenenti formaldeide: colle, rivestimenti, mobili, schiume isolanti, trattamenti e finiture per pavimenti e parquet, fumo di camini e stufe, carta da parati, vernici, detergenti per la pulizia della casa, insetticidi, apparecchi elettronici come computer e fotocopiatrici, fumo da tabacco. È addirittura presente in alcuni cosmetici.

Fortunatamente, la concentrazione presente nelle nostre case è molto bassa, anche se questo non significa che, esposizione dopo esposizione, non si finisca per sviluppare una certa sensibilità.

PER SAPERNE DI PIU’: Salute in cucina, così la vostra alimentazione è più sicura

Per depurare la vostra casa cercate di:

  • Non fumare in casa
  • Cambiare spesso l’aria delle diverse stanze in modo da impedire il ristagno delle sostanze nocive
  • Rinnovare le pareti di casa dipingendole con pitture atossiche ed ecologiche
  • Risparmiare sui prodotti chimici per le pulizie e sostituirli con quelli realizzati in casa in maniera naturale
  • Per evitare la presenza sgradita di muffe e acari fate in modo che il livello di umidità in casa non vada oltre il 40-50 per cento

Ma non è tutto. Sapete che ci sono tanti tipi di piante in grado di assorbire e neutralizzare gli agenti inquinanti?

Potete tenerle in salotto, in bagno o in cucina. Grazie a una serie di piccoli pori presenti sulle foglie sono in grado di catturare le molecole e i gas inquinanti e di convogliarli nelle radici. Queste, a loro volta, liberano le sostanze nocive nella terra dove vi sono i microrganismi capaci di metabolizzarle e neutralizzarle. Sono in grado di ripulire l’aria dall’ammoniaca e dalla formaldeide ma anche dal fumo di sigarette e dal monossido di carbonio che si forma quando cucinate o accendete lo scaldabagno a gas. Eccone alcune:

SANSEVIERIA

È una tra le piante più efficaci per depurare l’aria dalla formaldeide.

FICUS

Come la Sansevieria, anche il Ficus è in grado di ripulire l’aria dalla formaldeide ed è efficace anche contro il tricloroetilene e il benzene.

DRACENA

La Dracena è perfetta contro sostanze come lo xilene, il tricloroetilene e la formaldeide presenti in lacche o vernici.

GERBERA

È in grado di rimuovere la trielina spesso presente nei capi d’abbigliamento lavati a secco.

EDERA

L’edera è ottima per catturare la formaldeide presente nei prodotti per la pulizia della casa.

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Non sprecare forze

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Finalmente siamo in primavera, le giornate si allungano, le temperature diventano ogni giorno più gradevoli, l’umore migliora ma nonostante tutto c’è qualcosa che non va: ci sentiamo stanchi fin dal mattino e spesso senza un motivo apparente.

Colpa della bella stagione all’insegna del “dolce dormire” che porta con sé spossatezza, irritabilità e scarse capacità di attenzione e concentrazione: tutti sintomi alla base della cosiddetta “sindrome primaverile”, un malessere momentaneo dovuto al passaggio dalle basse temperature invernali al caldo e ad una maggiore attività all’aria aperta.

A influenzare il senso di stanchezza inoltre, non vi è solo il cambio di stagione ma anche lo stile di vita e l’alimentazione.

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Ecco alcuni semplici accorgimenti utili per combattere questo malessere stagionale a partire dall’alimentazione: non esiste ancora un alimento miracoloso in grado di restituire forza e concentrazione pertanto per combattere la stanchezza di primavera è essenziale mantenereun corretto bilanciamento dei pasti nel corso della giornata.

1) Iniziate la giornata con una colazione abbondante e variata. Oltre al caffè o al tè non fatevi mancare una porzione di cereali integrali ricchi di fibre e sali minerali, latte, yogurt, una manciata di frutta secca a guscio e un frutto fresco di stagione.

2) A pranzo scegliete un piatto unico in grado di unire carboidrati e proteine a cui associare una porzione di verdura e un frutto di stagione. Ad esempio potete associare un’insalatona con mais, legumi e verdura fresca a qualche fetta di affettato magro o un uovo sodo. In alternativa potete variare con una pizza, meglio se preparata con pomodoro fresco e formaggi di qualità. Per concludere il pasto optate per una bella macedonia di frutta fresca.

3) Per cena invece, puntate su un piatto leggero ma ben equilibrato: solo così riuscirete afavorire il sonno e quindi il riposo. Scegliete pertanto un buon passato di verdure e almeno un paio di volte a settimana cercate di mangiare il pesce, una fonte preziosa di proteine e grassi buoni.

4) Accanto a una sana alimentazione è bene inoltre ricordare che l’organismo deve essere anche idratato correttamente. Bevete almeno un litro e mezzo di acqua al giorno anche sotto forma di spremute di frutta o tisane. La giusta idratazione del corpo aiuta ad eliminare le tossine accumulate durante l’inverno e ad affrontare in modo migliore gli sbalzi di temperatura.

5) Evitate di bere alcolici in quanto la sensazione energetica che deriva dal loro consumo è solo momentanea: è dovuta solo all’effetto sul sistema nervoso centrale pertanto svanisce in fretta e dopo ci si sente ancora più stanchi.

6) Dedicate almeno mezz’ora al giorno a un po’ di attività fisica all’aria aperta, perfetta per ritrovare o mantenere la forma fisica e in grado di combattere lo stress e migliorare il tono dell’umore.

7) Infine, assicuratevi il giusto riposo concedendovi delle piccole pause durante il corso della giornata e scegliete un abbigliamento adatto in quanto il senso di spossatezza può dipendere anche dal tipo di vestiti che si indossano. Cercate quindi di vestirvi a strati in modo da poter affrontare al meglio tutti gli sbalzi di temperatura che si verificano durante il corso della giornata.