NON SI PUÒ MORIRE BALLANDO, regia di Andrea Castoldi

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Gianluca è ricoverato in ospedale per una malattia rara causata dalle “cellule dormienti” e ha poca vita davanti a sé. Lo assiste, con tanto amore e senza scoraggiarsi, il fratello Massimiliano, il quale decide di ricorrere a un’insolita terapia, suggerita dalle pagine di un professore, mettere in scena i ricordi del passato di Gianluca, per emozionare le sue cellule a riposo. Parte da un’esperienza personale Non si può morire ballando, terzo film di Andrea Castoldi, girato in appena dodici giorni con pochi mezzi, dove si parla di malattia, dei limiti della scienza e della forza dell’amore e dei sentimenti. C’è qualche ridondanza, c’è qualche stucchevolezza, ma è un’ opera coraggiosa da proteggere, con dei messaggi belli e importanti.

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