STORIA DI PANCIA – 3. La sindrome della Madonna

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Nei primi tre mesi di gravidanza non ho mai avuto, come capita, nausea e vomito; avevo però sempre un gran sonno, per la prima volta in vita mia pesantissimo, come quello dei bambini. Avevo subìto una specie di regresso, ero molto più fragile emotivamente, avevo paura di attraversare la strada e sempre voglia di scherzare. Professionalmente è stato un anno molto difficile, ma non ricordo di aver mai riso così tanto, con la socia eravamo preoccupate che il bambino nascesse cretino per lo scuotimento provocato dalle risate.
La pancia ha cominciato a farsi vedere dal quarto mese, ma fino al quinto non si notava, anche per come mi vestivo. Effettivamente tendevo un po’ a nasconderla: un po’ perché volevo sentirmi efficiente, un po’ perché non fossi costretta a parlarne con estranei, un po’ per non perdere l’attenzione degli uomini. Non mi sentivo, per questo, molto in pace con me stessa; dai racconti di altre donne avevo capito che una donna incinta è come investita da uno speciale stato di grazia che la pone al di sopra delle cose terrene (soprattutto dai “bassi” istinti). Definii questa cosa: la “sindrome della madonna”. La donna che viene colpita dalla sindrome impara, come per miracolo e al momento del concepimento, tutti i segreti sulla gravidanza e sulla cura dei bambini. Contemporaneamente, man mano che acquisisce grazia e saggezza, perde interesse per gli uomini. Marito compreso. Io non solo volevo continuare a piacere agli uomini, marito compreso, ma mi sentivo, rispetto alla gravidanza, inadeguata e pasticciona, tutto mi sembrava incredibile, ogni cambiamento difficile da accettare con disinvoltura, da incorporare e, una volta incorporato, zàcchete, ecco arrivare un’altra novità.
A sette mesi l’accettazione della pancia era completa e me ne andavo in giro tutta fiera del mio pancione; non mi dava neanche più tanto fastidio la partecipazione degli estranei che continuavano, incessantemente, a ripetere le stesse cose; in risposta anche io avevo elaborato due o tre frasette spiritose che ripetevo a tutti (esasperando la socia che era costretta a sentirle, sempre identiche, anche venti volte al giorno).
Comunque, benchè non abbia contratto la terribile sindrome, uno stato generale di grazia ha effettivamente caratterizzato la mia gravidanza; mai un mal di testa, la febbre, il raffreddore, tutti mail ricorrenti in inverno. Perfino la golosità non si faceva sentire, sono aumentata di dodici chili, nove dei quali persi alla dimissione dal’ospedale. Gli unici dolori sono stati un po’ di contrazioni alla fine del terzo mese che non mi hanno comunque impedito di andare, come tutti i Natale, a Cadaques in macchina.
A quasi cinque mesi il piccolo ha cominciato a muoversi. E’ molto piacevole, una presenza rassicurante che aumenta l’impazienza di tenere il pupo in braccio.
Ho comunque continuato fino alla fine a non capacitarmi del fatto di ospitare dentro di me un bambino vero e proprio e soprattutto che un giorno sarei entrata in ospedale con la pancia e ne sarei uscita con un figlio. A furia di non crederci ho impiegato tre giorni a partorire, alla faccia dei miei programmi e per colpa di un utero coriaceo.

© Ludovica Amat, riproduzione vietata

10 pensieri su “STORIA DI PANCIA – 3. La sindrome della Madonna

  1. Giobbi..

    Ho letto arrivando verso la fine con il timore dei dettagli del travaglio. Le amiche-mamme non mi hanno risparmiato il particolare. Per fortuna lei ha raccontato un’altra storia.

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  2. Anny ciaoooo!!!!

    Cara Ludo, ai primi movimenti in utero della mia bimba, ho pensato di avere le farfalle nella pancia. Che emozione, era un mattino appena sveglia. Non ho mai più provato una gioia così potente e pura.

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  3. ludovica amat

    cara anny, oggi mi fa particolarmente piacere leggere di farfalle, fagiolo è nato proprio 19 anni fa, anche se per festeggiare devo aspettare le 19.07. ora è in classe, anzi più probabilmente in un corridoio. lo immagino con le gambone allungate sotto il banco, una tempia sorretta dalla mano e lo sguardo vitreo che interroga i titoli del tema assegnato. maturità. spero che ci sia un titolo che gli ispiri idee e fiducia, che gli permetta di attingere dalla sua passione: la storia. spero che si ricordi qualche mio consiglio tattico. che usi tutto il tempo a disposizione. forza giulioooooooooo.
    cara/o giobbi, qualche particolare sul parto non mancherà… ma prometto, niente di osceno, solo una raffica di fotogrammi, così come si succedevano. la natura ha fatto in modo che la donna agisca molto e non veda proprio un bel niente, e io le sono sommamente grata di questa sensibilità. non ebbi bisogno di chiedere a mio marito di rispettare lo stesso pudore che suggerisce la natura. così quello che vidi fu inizialmente la chioma di un albero, dalla finestra del lettino del parto, cui rimasi per tutto il tempo avvinghiata con gli occhi e poi la faccina di mio figlio accanto alla mia, con un dito stringeva il dito di suo padre, che stava alle mie spalle

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  4. liquirizia

    Buon compleanno e in bocca al lupo a Giulio detto il fagiolo! I racconti di Ludovica sono davvero belli, sentiti ma non sentimentali, e le foto… esilaranti! Un parto si può raccontare senza scendere nei dettagli, di quelli si parla solo con ginecologo&co.

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  5. orckidia

    Eccolo che ci siamo quasi! Per la nascita mi sa che aspettiamo la possima puntata, per il momento BUON COMPLEANNO a fagiolo, e in bocca al lupo per la maturità… e poi facci sapere Ludo! 🙂

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  6. ludovica amat

    grazie ragazzi, mi confondete… in arrivo altre puntate presto. ora trasferisco a fagiolo i vostri auguri e incoraggiamenti. per la cronaca: tema ha scelto quello storico e se ha scritto tutto quello che mi ha raccontato, chapeau. versione così così, seneca parlava della virtù, lui ha cannato un paio di termini (io ho faticato a capire la versione in italiano..) ma dovremo esserci. oggi la quadriglia storia, arte, inglese, matematica..risultati da dieci e lode in giù rigorosamente nello stesso ordine.. venerdì gli orali e poi è fatta!

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  7. Roner

    Dèh, grazie per gli auguri! Sono io il fagiolo ( anche se ormai ho il tronco, son 19 anni che sono un fagiolo!) e la maturità va abbastanza bene 🙂
    Adieu!

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