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Concerto di Natale “Il nostro canto …..tra le stelle è Natale!”

Fondazione Rosangela D’Ambrosio ONLUS vi invita sabato 14 dicembre alla Chiesa di San Silvestro in Via Lodovico il Moro 173. Si inizierà verso le ore 20,30 con il concerto di Natale dal titolo “Con il nostro canto ………. tra le stelle, è Natale”,  offerto dal coro voci bianche LaVerdi. L’ingresso sarà gratuito con la possibilità per chi lo desidera di lasciare un offerta. Alla fine del concerto nel salone parrocchiale ci scambieremo gli auguri con qualche dolce e i nostri pandori della solidarietà, senza dimenticare che come sempre che alla base dei nostri eventi c’è l’intento di far conoscere e diffondere il messaggio d’amore che ci ha lasciato Rosangela. Tutto quanto verrà raccolto al netto delle spese sarà interamente impiegato per lo sviluppo dei nostri progetti, di cui ci parlerà Angela Villonio, presidente di Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus.

i cuori di Rosangela

Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus “Dal ricordo di un grande cuore è nato un grande amore”

Ciao a tutti amici di Quartieri Tranquilli, come anticipato nel primo articolo eccoci per raccontare le radici della nostra Fondazione. Una volta che avremo familiarizzato, vi illustreremo i progetti alcuni dei quali già interamente realizzati ed altri significativamente avviati. Questa seconda uscita la dedichiamo alla figura di Rosangela. Le parole “dal ricordo di un grande cuore, è nato un grande amore”  racchiudono ciò che abbiamo nel cuore e desideriamo condividere.

  • Un breve profilo di Rosangela

Rosy nasce a Milano il 27 gennaio 1986, per la famiglia è il primo grande dono di Dio. Già da piccola è curiosa di scoprire il mondo, a soli undici mesi pronuncia le prime paroline e cammina. La voglia di apprendere la spinge ad imparare a leggere e a scrivere all’età di soli tre anni. Nel maggio 1994 quando nasce la sorellina Michela è felicissima, poi nel novembre 2000 arriva anche Pietro, così la  la famiglia è al completo. Rosangela adora i bambini e dedica molto tempo con amore al fratellino. Dopo un’adolescenza orientata alla ricerca della verità diventa responsabile. Apprezza il valore della vita e cerca di viverla intensamente lasciando un segno in tutti quelli che incontra. La sua specialità è il sorriso, spende ogni giorno della sua vita a regalare parole e sorrisi di conforto agli amici ed a chi le chiedeva un sostegno. Amava la vita e soffriva per le ingiustizie nei confronti dei più piccoli, le piaceva viaggiare e non perdeva mai occasione per farlo. Pochi mesi prima della tesi universitaria a soli 23 anni volava improvvisamente fra le braccia di Dio, era il 29 agosto 2009.

 

  •  Scopo della fondazione

Per onorare Rosangela, la sua vitalità, la forza, il coraggio, il talento e la sua sensibilità umana il 12 luglio 2010 nasce la Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus. La Fondazione attraverso i propri mezzi finanziari realizza interventi di sostegno in favore di bambini che vivono in condizioni umane e sociali disagiate ed hanno bisogno di essere aiutati per sopravvivere, essere curati e sostenuti nell’alimentazione, nella formazione e nella malattia. A presto, Fabio

 

Fondazione Rosangela D'Ambrosio ONLUS

Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus si presenta

Ciao a tutti, con questo primo articolo che noi volontari di Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus pubblichiamo sul portale di Quartieri Tranquilli desideriamo anzitutto ringraziare per questa occasione di dialogo gli amministratori del sito e gli utenti ma sopratutto desideriamo iniziare a portare a vostra conoscenza gli impegni sociali ed i progetti nei quali siamo impegnati. Negli articoli che seguiranno vi illustreremo anzitutto il perché della nascita di Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus e poi pian piano impareremo a conoscerci attraverso gli eventi che organizzeremo sul territorio di Milano (zona 6 in particolare) ma sopratutto dell’impegno sociale della nostra Fondazione che è a favore di tanti bimbi che vivono in condizioni di disaglio in due aree geografiche complicate come India e Zambia. Ultimamente oltre che in queste aree solo geograficamente distanti da noi abbiamo intrapreso alcuni progetti nella realtà sociale del nostro paese. Tra pochi giorni, per la precisione il giorno 12 luglio sarà il terzo anniversario della nascita della Fondazione che otteneva il riconoscimento ufficiale di Onlus proprio il 12 luglio dell’anno 2010. Con gioia quindi condividiamo anche con gli amici di Quartieri Tranquilli questa significativa data per noi. La sede milanese di Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus è sita in via Lodovico il Moro 173 presso la Parrocchia dedicata a San Silvestro. La sede legale della Fondazione stessa è invece nel Comune di Venosa, cittadina della provincia di Potenza in Basilicata. Capiremo insieme nei prossimi articoli la dinamica organizzativa e strutturale della Fondazione stessa. A nome di Angela Villonio, presidente di Fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus ma prima di tutto mamma di Rosangela “volata in cielo” nel 2009 a 23 anni, un saluto a tutti. Fabio

Leggi tutti gli articoli in Barona.

L’amore imperfetto di Irene Di Caccamo

Gioia deve elaborare un doppio lutto: Edoardo se ne va, e subito dopo muore in un incidente. Le lascia un figlio, che lei non sa ancora di aspettare, a cui non sa rinunciare, che non sa accogliere. Un esordio lucido, questo di Irene Di Caccamo, che parla di un amore imperfetto, il cui protagonista sembra essere l'assenza. Un'assenza che si legge tra le righe pulite e precise, che si vorrebbe colmare ma che, nella sua sobrietà, sa anche confortare. E' sempre meglio una verità scarna a un teatro di sentimenti inutili perché finti. Solo in questo spazio bianco germogliano le amicizie, lo scambio e, infine, un fragile germoglio di maternità. Io l'ho letto tenendo il fiato, perché in questo vuoto ben calibrato monta a poco a poco una suspence emotiva che corre a un ritmo tutto interiore e trascina.  

Irene Di Caccamo, Un amore imperfetto (Nutrimenti).

MATRIMONIO D'AMORE E MATRIMONIO DI INTERESSE

Il matrimonio è sempre una questione di interesse? E quindi un matrimonio che riesce è quello che vede accontentate le reciproche aspirazioni dei coniugi? Quanto possa effettivamente, e chimicamente, rendere attr&ælig;nte un essere umano, per il fatto di rappresentare una promessa di felicità, non è dato sapere. Posto che il cosiddetto matrimonio d’amore è una evidente contraddizione pronunciata a partire dal secolo recente (a chi, nei primi irripetibili momenti di estasi e tormento dell’innamoramento passerebbe dall’anticamera del cervello di sposarsi l’indomani?) pare altrettanto evidente che l’idea di matrimonio giunga salvifica quando, di quei momenti, si perde la fiamma e se ne avverte struggente nostalgia. Ecco in soccorso il matrimonio d’amore che col suo vortice di emozioni e fatti materiali lenisce romantici struggimenti e tempra per una nuova consapevole e complice fase della propria storia di coppia. E’ amore? Forse è più propriamente amore per l’amore, ma val la pena tentare di costruirci sopra l’idea di una vita assieme, una casa, una famiglia. Mettendo in conto (ma chi mai lo fa?) inevitabili defaillance, spesso, ma non sempre, fatali. L’antico matrimonio di interesse, quello spudoratamente onesto nelle sue aspirazioni materiali, è forse un’idea più realistica, ma che subisce oggi un giudizio negativo a furor di popolo. In particolare pare che un crescente numero di uomini spiantati e prestanti affollino gli altari al braccio di volitive, e non sempre attempate, miliardarie, di nascita o di carriera. Signore che parrebbero (al pari dei loro cloni maschili con Barbie parlante accanto) povere vittime di cinici profittatori, ma che, almeno a me, risultano essere carnefici consapevoli, spesso autoironiche, simpatiche. Questa soluzione vissuta con consapevolezza può rendere felici entrambi i soggetti, per motivi diversi dall’amore che comunque, come succedeva nei secoli scorsi, si annidava altrove. Ma quello che conta sono i numeri: la crescita esponenziale di separazioni e divorzi non accenna a fermarsi e stupisce che la scelta più antieconomica per ogni famiglia non sia arginata neppure dalla situazione contingente dei conti italiani. E quindi che fare? Abolire l’istituto del matrimonio? Vivere con gli amici? Avendo già in curriculum una discreta esperienza (mi manca il matrimonio di interesse, ma potrei sperimentarlo nella seconda parte della mia vita) e nessuna soluzione ho chiesto lumi a un post adolescente di mia conoscenza. Che mi ha stupito, per lucidità e pragmatismo, con un programma in 5 punti. Eccolo. Premesso che: – i matrimoni finiscono – l’amore esiste ma può finire – i figli devono essere allevati dai due genitori almeno per 10 anni la proposta è: – il matrimonio a tempo. Durerà 5+5 anni. Alla scadenza, di fronte a un terzo soggetto (amico, parente, psicologo, fruttivendolo, insomma a scelta) si fa un outing dove viene ridiscusso tutto cioè si aggiornano le aspirazioni attuali e si decide se proseguire con una nuova promessa o lasciarsi. Chi ha figli è obbligato a resistere civilmente nella convivenza fino ai 10 anni del figlio o, diversamente, sceglie un affido congiunto. – Ad ogni modo, ognuna delle scelte (e questo trovo fantastico) va festeggiata con una celebrazione importante. Io l’ho trovato interessante, ma sono di parte, voi?