“Il mio quartiere”: Brera, il più bel quartiere di Milano – Andrée Shammah

di

Andree Shammah (2)

Andrée Ruth Shammah, regista, fondatrice e direttrice del Teatro Franco Parenti

Qual è il suo quartiere?
Brera centro

Il quartiere ha una sua identità precisa? E qual è?
Ha un’identità molto precisa. Ha mantenuto quell’atmosfera che aveva nel tempo intorno al Giamaica: di artisti, c’è la scuola vicina c’è comunque un’aria di famiglia, c’è il giornalaio che ti saluta per nome, il barista che ti riconosce, e ha inoltre delle case bellissime. E’ un quartiere bello da guardare e curato e non c’è un’infinità di negozi inutili ma negozi particolari, profumi, una bella chiesa, dei bei bar.

Chi vi abita si riconosce in lui?
Non so se chi vi abita si riconosce nel quartiere, ma non andrebbe via volentieri. Conosco chi ha molto sofferto di lasciare la zona.

Ha una storia, aneddoto, episodio interessante sul suo quartiere?
Io ricordo la presenza di un personaggio con la “mente molto vaga” che si chiamava Michele, indossava un cilindro accanto al giornalaio, aveva un carretto e vendeva cose stravaganti. Io da lui compravo sempre cornici, applique molto belle, vecchie fotografie. Un giorno è sparito, qualcuno sa cosa gli è successo? Io no. Poi prima di abitare qui, venivo al numero 8 di via Brera per incontrare Giovanni Testori (scrittore e drammaturgo, ndr) nel suo studio. Ricordo anche la storia di tutti i bar che hanno cambiato gestione (ora sono cinesi). Ho fatto un bellissimo spettacolo sulla storia di Brera (coinvolgeva l’Accademia, l’Orto botanico, l’Osservatorio, la biblioteca e il cortile) ed è uno dei ricordi più forti per tutti quelli che l’hanno visto.

In questi ultimi anni il quartiere è cambiato molto?
Il quartiere è cambiato molto lentamente, come un figlio che quando lo si vede crescere non si capisce quanto cambia. Ma non saprei rispondere bene a questa domanda…

Quali sono i difetti del quartiere? (rumore, movida, traffico, carenza di mezzi, troppi negozi)
In casa mia non si sente un rumore, certo di sera via Fiori Chiari è peggio. Molta gente e non si riesce a camminare…

Quali sono le cose belle?
Le cose belle sono il giardinetto “Lalla Romano” in piazza del Carmine, Rino il giornalaio, il ristorante Consolare, il bar, il baracchino che vende spremute in piazza del Carmine, il traffico che non c’è…

C’è un mercato e lei ci va?
Io non vado al mercato ma so che c’è un bel mercato in via San Marco.

Il Comune di Milano, secondo lei, lavora bene per rendere migliore la città?
So che le periferie sono molto trascurate e so che il Comune di Milano dovrebbe credere di più alla cultura come centralità anche per la sicurezza. Intendere la cultura e la creatività diffuse sul territorio e non solo a Brera. Ma Brera è il più bel quartiere di Milano.

C’è qualcosa che consiglierebbe al Comune per migliorare il suo quartiere?
Penso che gli abitanti della zona possano migliorare il quartiere, ideando zone tranquille. Il Comune si occupi anche delle parti degradate.

Nel suo quartiere ci sono aree verdi e sono curate?
Gli angolini di verde e qui era la famosa Pausania in piazzetta San Carpoforo oppure la bella in piazzetta Brera, il giardinetto di Lalla Romano… mi sembrano tutti abbastanza curati e direi che non si può volere di più di così!

Lei fai qualcosa per il suo quartiere? O le piacerebbe farlo?
Io non faccio niente oppure faccio tanto perché lo amo.

 

 

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Informazioni su Letizia Rittatore Vonwiller

Letizia Rittatore Vonwiller ha scritto e scrive per varie testate del gruppo Rizzoli (Io Donna, Casamica, Amica), occupandosi di attualità, arte, libri e bellezza. L'opportunità di lavorare per la bellezza le ha fatto scoprire un mondo affascinante. È convinta, come Dostoevskij, che "la bellezza salverà il mondo".

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